Cadavere nel Po, dubbi sull’ipotesi Andreea Alice Rabciuc

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Proseguono le indagini sui resti rinvenuti in un borsone vicino a Occhiobello, in provincia di Rovigo. Il medico legale ha stabilito che l’omicidio sarebbe avvenuto fra una e tre settimane prima del ritrovamento, cosa che ha permesso di eliminare alcune ipotesi fra cui quelle di Isabella Noventa e Saman Abbas. I carabinieri avrebbero però escluso anche che si tratti della ragazza scomparsa il 12 marzo dalle campagne di Montecarotto (Ancona)

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Si continua a indagare sul cadavere della donna, ancora senza identità, affiorato il 5 aprile nelle acque del Po vicino alla curva Malcanton, nei pressi di Occhiobello in provincia di Rovigo. Lo stato di conservazione dei resti chiusi in un borsone ha consentito al medico legale di stabilire che la data dell'omicidio risalirebbe a un intervallo di tempo che va da una a tre settimane dalla data del ritrovamento. Un dettaglio che ha permesso di escludere alcune ipotesi e che ne ha fatte emergere altre, fra cui - riporta fra gli altri Il Messaggero - quella che la vittima potesse essere la 27enne Andreea Alice Rabciuc, scomparsa dalle campagne di Montecarotto (Ancona) dal 12 marzo. Tuttavia, riporta La Repubblica, i carabinieri avrebbero già scartato questa teoria per via di alcuni tatuaggi che non sarebbero presenti sui resti ritrovati.

Chi è Andreea Alice Rabciuc

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Andreea Alice Rabciuc, 27enne di origine romena, vive a Jesi ed è campionessa di tiro a segno. La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo dopo la denuncia della madre ai carabinieri, qualche giorno dopo la scomparsa. I militari hanno effettuato una perquisizione in un casolare, vicino a Moie, dove la ragazza aveva passato la serata in compagnia di una coppia di amici (uno è il proprietario del casolare) e del fidanzato. I militari, utilizzando anche cani per fiutare le tracce, hanno controllato l'immobile, la zona circostante e una roulotte senza alcun esito. Stando alle dichiarazioni della coppia di amici e del fidanzato, la ragazza si sarebbe allontanata dal casolare attorno alle 7, a piedi, dopo aver passato la serata a litigare con il fidanzato, al quale ha lasciato anche il suo cellulare prima di incamminarsi sulla strada che porta a Moie. Su Facebook il fidanzato, il 4 marzo scorso, aveva pubblicato un post con la foto di un water scrivendo "questo è il trono adatto a te" e una frase dal significato, in romeno, di addio per sempre. Il ragazzo ha poi detto che il post non era riferito ad Andreea, aggiungendo: "Io non sono colpevole, io non ho fatto niente". Alcuni dettagli fra cui l’età, la conformazione fisica e la data della scomparsa, riporta Il Messaggero, avevano però spinto i carabinieri di Ancona a mettersi in contatto con i colleghi di Rovigo.

Le altre ipotesi già escluse

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Gli investigatori al momento prendono in considerazione ogni ipotesi sul cadavere riaffiorato nel Po e nessun movente viene privilegiato rispetto ad altri, perché manca un qualsiasi indizio capace di indirizzare gli accertamenti su una pista definita. Si è lavorato sulle segnalazioni di donne scomparse nelle ultime settimane, restringendo il campo lungo l'asta del fiume, quindi tra Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Alcune teorie sono però già state escluse grazie alla datazione fornita dal medico legale, a partire da Isabella Noventa, la donna di 55 anni uccisa nel 2016 dall'ex fidanzato Freddy Sorgato con la complicità della sorella e dell'amante. Sorgato aveva confessato di aver gettato il cadavere della donna nel fiume Brenta, avvolto in sacchetti di plastica, mentre il corpo recuperato nel Rodigino era in una sacca. Da escludere poi che si possa trattare di Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile di un anno fa. E per tornare in Veneto, non sussiste neppure l'ipotesi che i resti si leghino alla vicenda di Samira El Attar, la donna 43enne marocchina uccisa nel 2019 a Padova.

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