Covid,Locatelli a Sky TG24: "Rivendico come merito del Cts la scelta di chiudere il Paese"

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Il presidente del Consiglio di superiore di sanità ed ex coordinatore del Cts ha definito il lockdown iniziale fondamentale e ha raccomandato di continuare a considerare l'utilizzo della mascherina in alcune situazioni, anche quando cadrà l'obbligo di indossarla nei luoghi chiusi

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"Quello che rivendico come merito dei consigli del Cts è l'indicazione di chiudere il Paese all'inizio del mese di marzo 2020. Senza, ci sarebbe stato un interessamente importante dell'Italia che avrebbe portato a un più alto numero di morti". A dirlo è l'ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli, che in un'intervista a Sky TG24 ha parlato della fine dello stato di emergenza e della situazione della pandemia di Covid in Italia. "Avevamo a che fare con un virus non noto ed è stato un percorso di apprendimento e quindi alcune scelte potevano essere rifinite in maniera diversa, ma direi molto col senno di poi" (COVID: AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE)

"Sensibilizzare sulla quarta dose"

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Locatelli ha spiegato che anche se oggi ci sono comunque molti contagi, la situazione è diversa rispetto al passato "sia perché ci avviamo verso una stagione climaticamente migliore, sia perché è aumentata la percentuale di soggetti che hanno ricevuto la dose booster". L'esperto ha quindi invitato chi ha completato il ciclo vaccinale ma non ha ancora fatto la terza dose a provvedere al più presto, ricordando che questa offre una protezione del 91% contro l'infezione grave. Locatelli si è rivolto poi alle persone immunodepresse, per cui è stata autorizzata una quarta dose che consiste in realtà in un booster: "Solo l'8% l'ha ricevuta. Invito tutti a ricevere questa dose perché è a tutela della loro salute e invito i colleghi medici a sensibilizzare sul tema".

Il futuro delle mascherine

Locatelli è anche tornato a sottolineare l'importanza delle mascherine come strumento di protezione e ha detto che in alcune situazioni sarebbe raccomandabile continuare a portarle, anche quando cadrà l'obbligo: "Proprio perché vengono meno le restrizioni, è chiaro che diventerà sempre più importante il senso di responsabilità che deve connotare ciascuno di noi". "Il venire meno dell'obbligo - ha aggiunto - Non significa una proibizione a indossare le mascherine grazie alle quali per il secondo anno di fila abbiamo avuto un numero di casi di influenza marcatamente ridotto rispetto al quinquennio precedente. Soprattutto per soggetti fragili, per patologie ed età, l'uso della mascherina è raccomandabile".

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Locatelli ha anche parlato della somministrazione di una quarta dose di vaccino, ipotesi sulla quale anche l'Ue sta cercando di trovare una quadra. Interpellato sulla fascia d'età alla quale la consiglierebbe, l'esperto ha menzionato gli over 70-75 e ha detto che non aspetterebbe troppo a procedere: "La farei nei prossimi due mesi perché ragionevolmente, entro ottobre, potremmo avere dei vaccini adattati alle varianti o universali, cioè in grado di dare protezione contro diversi ceppi". "Non tarderei troppo perché altrimenti la somministrazione sarebbe troppo vicina a quella dei vaccini adattati o universali", ha aggiunto, precisando che è ancora troppo presto per dire chi dovrà fare questi richiami, sottolineando l'importanza di avere più evidenze scientifiche al riguardo.

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