Guardia costiera spara contro peschereccio italiano in zona libica: ferito comandante

Cronaca
Bartolomeo Tumbiolo/MarineTraffic.com

L'uomo è stato ferito a un braccio. I colpi di arma da fuoco sono stati esplosi da una motovedetta militare libica al largo delle coste della Tripolitania. dove l’imbarcazione siciliana era impegnata in una battuta di pesca. E' intervenuta la fregata Libeccio della Marina militare italiana. La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato "contro" pescherecci italiani: "Colpi di avvertimento in aria". Ma il sindaco di Mazara smentisce: "Spari ad altezza d'uomo"

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Il comandante di un peschereccio italiano, Giuseppe Giacalone, che si trovava a bordo dell’Aliseo della flotta di Mazara del Vallo, è stato ferito da colpi di arma da fuoco esplosi da una motovedetta militare libica al largo delle coste della Tripolitania. L’imbarcazione siciliana era impegnata in una battuta di pesca. L'Aliseo ed altri due pescherecci italiani si trovavano "all'interno della Zona di protezione di pesca (Zpp) libica", quando sono stati fatti oggetto di alcuni colpi di avvertimento da parte di una motovedetta libica. E' quanto afferma la Marina militare italiana, sottolineando che subito dopo i colpi, il comandante dell'Aliseo è stato portato a bordo della motovedetta libica "per presunti accertamenti medici e poi rilasciato. Il comandante è stato poi sottoposto a controlli sanitari sulla nave Libeccio della Marina. I tre pescherecci sono liberi. La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato "contro" pescherecci italiani, ma parla di "colpi di avvertimento in aria" per fermare imbarcazioni da pesca che, a suo dire, avevano sconfinato in acque territoriali libiche (Libia, spari contro peschereccio italiano: ferito il comandante - VIDEO)

Tre i pescherecci italiani in zona "ad alto rischio"

I tre pescherecci italiani si trovavano in una zona definita "ad alto rischio" dalla Marina militare. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini è costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione. Già tre giorni, afferma ancora la Marina, i motopesca Artemide, Aliseo e Nuovo Cosimo, assieme ad altre 4 imbarcazioni italiane, erano stato oggetto di un tentativo di sequestro sempre all'interno della zona di pesca libica. Un sequestro sventato grazie al "tempestivo intervento" della nave Alpino della Marina.

Il sindaco di Mazara: "Spari ad altezza d'uomo"

Ma il sindaco di Mazara del Vallo smentisce la ricostruzione libica. "Hanno sparato ad altezza d'uomo", ha detto Salvatore Quinci. "E' una novità - ha aggiunto il primo cittadino - che episodi del genere accadano al largo di Misurata", ha aggiunto Quinci, alludendo al fatto che negli ultimi mesi e ancora qualche giorno fa minacce del genere erano arrivate da libici di Bengasi. Quinci ha aggiunto: "Sono in contatto con la Farnesina, attendo aggiornamenti".

La ricostruzione della Marina italiana

La fregata Libeccio - ricostruisce la Marina - si trovava a circa 60 miglia dal punto in cui sono stati sparati i colpi verso i pescherecci italiani, impegnata nell'operazione Mare Sicuro. La richiesta d'assistenza è arrivata nelle prime ore del pomeriggio con i tre motopesca - Artemide, Aliseo e Nuovo Cosimo - impegnati in attività di pesca "nelle acque della Tripolitania all'interno della zona definita dal Comitato di Coordinamento Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture 'ad alto rischio'".

L'intervento della fregata Libeccio della Marina

L'intervento, dice ancora la Marina, si è reso necessario in quanto una motovedetta della Guardia Costiera libica era in "rapido avvicinamento". Dalla Libeccio, che si è diretta a tutta velocità verso la zona, è decollato l'elicottero di bordo che ha contattato immediatamente il personale della motovedetta. Per verificare la situazione, inoltre, è stato dirottato in zona un velivolo da ricognizione della Marina e sono stati proprio gli uomini a bordo dell'aereo ad aver visto "alcuni colpi d'arma da fuoco di avvertimento da parte della motovedetta libica".

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