Crollo Ponte Morandi, il controllore non l'aveva mai visto dal vivo

Cronaca

E' il 28 marzo del 2019 e Roberto Salvi, membro operativo del risk management di Autostrade, si sfoga al telefono con il padre. Oltre a non avere ispezionato di persona l'infrastruttura - che dal 2013 nei documenti di Aspi era indicata a rischio crollo per ritardate manutenzioni - quel funzionario a Genova non era mai stato. Ecco cosa emerge dalla conversazione intercettata

L'uomo che aveva il compito di classificare il rischio del ponte Morandi non lo aveva mai visto dal vivo. E oltre a non avere ispezionato di persona l'infrastruttura - che dal 2013 nei documenti di Aspi era indicata a rischio crollo per ritardate manutenzioni - quel funzionario a Genova non era mai stato. Lo riportano alcuni quotidiani ed è quanto emerge dalle intercettazioni. "Io non ci ero mai andato a Genova a vedere questo ponte mi han detto: 'Fai l'analisi dei rischi catastrofali'. E io: ok". E' il 28 marzo del 2019 e Roberto Salvi, membro operativo del risk management di Autostrade, ne parla al telefono con il padre. (LA PERIZIA: "CROLLO PER CORROSIONE)

Un documento cruciale

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Ponte Genova: procura, sensori non messi dolosamente

Salvi ha ricevuto la visita della Guardia di Finanza, che vuole capire con che criteri sia stato redatto il Catalogo dei rischi aziendali di Atlantia. La sua spiegazione in un lungo sfogo col padre: "Mi sono posto il problema e sono andato da quello che si occupa dei ponti. Gli ho chiesto: dov' è che potrebbe avvenire una catastrofe? Lui mi ha aperto il computer e mi ha fatto vedere. Finito. E' così che è nata". "Ecco qui" è riferito al Morandi. Il catalogo dei rischi è ritenuto dalla Procura di Genova un documento cruciale perchè il rischio, invece di aumentare nel tempo, diminuisce, senza che venga effettuato alcun intervento. Nel 2015 dalla dicitura scompare la causa, il riferimento alle "ritardate manutenzioni". Poi nel 2016 salta via anche il "rischio crollo", sostituito con una più rassicurante "perdita di funzionalità statica del viadotto Polcevera". (CROLLO PONTE MORANDI, ARRESTATI EX AD E MANAGER AUTOSTRADE)

Rischio crollo valutato "basso"

C'è un ultimo dettaglio, che chiude il cerchio. Il rischio crollo ogni anno, era stato valutato "basso". In teoria la risposta veniva dai dati forniti da sensori montati sul Morandi. Apparecchi che, come hanno scoperto poi i finanzieri, non esistevano. Erano stati tranciati durante un cantiere da operai di Pavimental, società controllata da Autostrade. E nessuno, da quel momento in poi, li aveva più riattivati. "Io ero convinto che ci fossero e che fornissero informazioni alla Direzione di Tronco - dice Salvi -. Il sensore è come se tu la notte tremi e hai la mano appoggiata a me, io lo sento che tremi. Invece il maresciallo mi ha detto che non c'erano sensori. E mi ha chiesto se questo oggi cambierebbe la mia valutazione. E certo che la cambierebbe!" ha concluso. (PONTE GENOVA, DAL CROLLO ALLA RICOSTRUZIONE: FOTOGALLERY)

 

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