La Solomeo di Cucinelli diventa centro vaccini anti Covid-19

Cronaca

Nicoletta Di Feo

Inaugurato nel 2018 come punta di diamante del progetto di riqualificazione della valle umbra dove sorge la Brunello Cucinelli Spa, il Parco della Bellezza di Solomeo diventa sede della lotta alla pandemia.

Detto fatto. Ancora una volta alle parole sono immediatamente seguiti gesti concreti.

Come durante la prima ondata la sua azienda si era dimostrata un esempio virtuoso di gestione della pandemia, così ora nel mezzo di una campagna vaccinale che stenta a prendere il volo Brunello Cucinelli mette a disposizione il suo quartier generale prendendo alla lettera l’esortazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi.

“Abbiamo accolto con grande emozione le parole con le quali il nostro stimatissimo Presidente Mario Draghi ha esortato le attività pubbliche e private a sostenere questo momento di speranza con la realizzazione di centri temporanei per la vaccinazione anti Covid, scrive Brunello Cucinelli in una nota. “Come ci ha ricordato lo stesso Presidente, prendiamo le decisioni con grande ponderatezza, e mettiamole in pratica con altrettanta rapidità”.

 

1200 dosi a settimana ed emolumenti garantiti da Brunello Cucinelli Spa e dalla Fondazione di Famiglia

E così Il Parco della Bellezza di Solomeo, il grande spazio immerso nella natura cuore della maison del cachemire, diventa sede della lotta alla pandemia. Due linee differenti dedicate alla somministrazione per arrivare a 1.200 dosi settimanali. La Brunello Cucinelli Spa e la Fondazione di Famiglia garantiranno anche gli emolumenti al personale impegnato in questa operazione che al momento sarà strutturata in sedici unità. Un importante progetto in collaborazione con Regione Umbria, Usl Umbria 1, che va a rafforzare in modo consistente la rete di punti vaccinali nella regione.

«Ancora una volta Brunello Cucinelli si distingue non solo per l’attenzione all’innovazione, per la cura del design e per la sua internazionalità, elementi che contribuiscono a rendere l’Umbria nota nel mondo”, ha commentato il commissaruo Covid Massimo D’Angelo. “A questi si aggiunge la sua sensibilità verso gli aspetti sociali del mondo del lavoro e della comunità».

«In questo momento difficile”, aggiunge D’Angelo, “il gesto di Cucinelli assume un significato ancora più importante, visto che con l’allestimento contribuirà a rendere più capillare la presenza di punti vaccinali sul territorio e ad aumentare il numero di dosi somministrate, non solo ai dipendenti dell’azienda ma a tutti i cittadini. Quindi a traghettare la nostra comunità prima possibile fuori dalla pandemia”.

 

Riflessione rivolta al parroco di Solomeo

Il centro vaccinale andrà così a sorgere “nel luogo dove è più viva e sensibile l’unione tra la bellezza estetica, la salute fisica e quella spirituale”, ha commentato l'imprenditore.

“Ispirati dall’esempio e dalla Fede nella Provvidenza che animava Don Alberto Seri, nostro indimenticato parroco il quale qui a Solomeo e in Umbria, nel momento doloroso dopo la fine della seconda guerra mondiale, dedicò la sua vita e il suo cuore alla salute fisica e morale del prossimo, abbiamo scelto con piena partecipazione di destinare a tale fine nobile e utilitario le strutture del parco della Bellezza, che venne dedicato al nostro amato sacerdote e porta il suo nome".

Brunello Cucinelli scrive ai suoi artigiani: grazie!

Simbolo di quel Made in Italy che ci rende grandi nel mondo, Brunello Cucinelli ha poi voluto indirizzare ai suoi artigiani una riflessione: l’ultima lettera, in ordine di tempo, tra quelle che ci hanno accompagnato durante questi mesi di pandemia.

 

Lettera di gratitudine ai nostri lavoratori

 

Solomeo, 17 Marzo 2021

 

Miei stimati amici,

il mio cuore partecipa del vostro coraggio e della pazienza che avete dimostrato con i fatti in questo periodo di dolore e di incertezza, quelli stessi che sono stati anche i miei. Se oggi nella nostra impresa regna positività economica e umanistica, se possiamo immaginare di arricchire l’Italia con la benevola accettazione dei nostri manufatti, se tutto questo può avvenire con genialità e artigianalità speciali, questo si deve certamente a voi.

Come potrei dunque ringraziare la vostra generosa anima, per la responsabilità, la dedizione, la creatività, la comprensione, la vicinanza e la capacità di percepire il dolore come maestro? È per me motivo di letizia sapere che tutto questo fa di voi, ai miei occhi, dei benemeriti del lavoro, ognuno nel suo ruolo. Vi sono poi particolarmente a me cari, gli anziani del lavoro, primi fra i custodi della bellezza e dell’arte che migliorano la vita. Sono loro a ricordare ai più giovani alcune delle regole d’oro universali, come quelle già enunciate da Confucio nel VI secolo avanti Cristo: «anche se una cosa è semplice, fatela con cura», e: «il lavoro va in proporzione all’età e alle forze delle persone».

Per questo mi affascinano i riti, che ci riportano alla regola naturale salvandoci dall’incertezza; essi sono la fonte viva dell’azione umana. Anche l’artigianato si nutre di riti, e in essi trova le ragioni della sua creatività rinnovata. L’artigianato ha una storia che va di pari passo con quella della civiltà, e unisce armoniosamente le forze dell’uomo e quelle della natura. Per secoli è stato il frutto fecondo della nostra nazione, e per secoli poneva la genialità nella regola e nella disciplina. Gli artigiani mi appaiono come dei veri e propri poeti, sanno mettere insieme organicamente la capacità tecnica, l’abilità artistica, il buon gusto, la finezza e la destrezza in prodotti originali. A voi sento di dovere se in questo periodo forse abbiamo creato le più belle collezioni della nostra storia, confermando che il genio sprigiona la sua creatività proprio quando si è nei momenti difficili. Durante questo intenso periodo abbiamo lavorato con lo stesso coraggio dei tempi sereni; per questo siamo stati in grado di rimanere uniti.

Tutti questi meriti dimostrano il vostro amore per il lavoro. Voi sapete che l’utile economico è una grande molla che spinge a lavorare, ma sappiamo anche, nel nostro cuore, che non è la sola; attraverso il lavoro esplichiamo noi stessi come parte di quel meraviglioso Creato che siamo chiamati a custodire con ogni nostra azione singola e collettiva; per questo, con la nostra operosità condotta nel rispetto del pianeta, dimostriamo ogni giorno il nostro amore per il territorio. È vero, e ve ne sono riconoscente, che la vostra azione è stata ed è per me testimone e sprone per non perdere la speranza e per non soggiacere alla paura. Molte volte, nei nostri colloqui, abbiamo avuto gli occhi lucidi, consapevoli di essere naviganti fiduciosi, soldati chiamati nel momento doloroso; penso alla storia, a quel grande mio maestro filosofo e stoico che fu Marco Aurelio. Prima di una battaglia decisiva si rivolse ai suoi soldati con queste commoventi parole: «miei stimati uomini, domani Roma ha bisogno di noi, che Dio ci protegga». Vedo in voi persone speciali perché sapete che non sempre sviluppo economico e progresso coincidono.

Vi è, quindi a mio parere, un modo giusto di vivere la vita, ed è quello etico, perché l’etica permette di vedere l’universale nel particolare di ogni giorno, e fa di noi uomini universali. Se salite al Bosco della Spiritualità in Solomeo troverete, al suo ingresso, una frase di san Benedetto:

 

Onora tutti gli uomini.

 

Rendo ora a voi, con cuore sincero, questo nobile onore.

Grazie,

Brunello

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