Coronavirus Calabria, obbligo di mascherine anche all'aperto

Cronaca

La presidente della Regione Jole Santelli firma una nuova ordinanza che impone l'uso del dispositivo fino al 7 ottobre. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 400 a mille euro

La Calabria decide seguire l'esempio della Campania e dispone l'obbligo della mascherina all'aperto per tutto il giorno fino al 7 ottobre. La presidente della Regione Jole Santelli ha firmato una nuova ordinanza che "per la prevenzione e la gestione dell'emergenza Covid-19" istituisce l'obbligo di utilizzo della mascherina anche all'aperto per tutti i cittadini, esclusi i bambini al di sotto dei 6 anni e le persone con disabilità non compatibile con l'uso del dispositivo di protezione ( TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA PANDEMIA).

Esentati i bambini sotto i sei anni e disabili non compatibili con l'uso del dispositivo

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In particolare nell'ordinanza è previsto "l'obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare correttamente la mascherina o altra idonea protezione a copertura di naso e bocca, oltre che in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto pubblico, anche in tutti i luoghi all'aperto, per tutto l'arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le deroghe previste dalle norme vigenti". Sono esentati dall'obbligo bambini sotto i sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina, "ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti e le persone durante l'esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva". 

Divieto assoluto di assembramento

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Nell'ordinza sono poi "confermati il divieto assoluto di assembramento, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale e delle misure igieniche di prevenzione; è disposto, a modifica di quanto previsto" in una precedente ordinanza, "per tutte le attività economiche, produttive e ricreative e per gli uffici pubblici ed aperti al pubblico, l'obbligo di rilevazione della temperatura corporea per dipendenti ed utenti, impedendo l'accesso nei casi in cui venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 C° e comunicando la circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell'ASP territorialmente competente per gli adempimenti di consequenziali". Per i trasgressori sono previste sanzioni da 400 a mille euro.

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