Monte Bianco, allerta per ghiacciaio in Val Ferret: restano criticità

Cronaca

Il bollettino di allertamento emesso nel primo pomeriggio conferma che permangono i "trend anomali delle temperature" e le conseguenti variazioni "anomale del deflusso idrico"

Resta alta l'allerta in Val Ferret. Il bollettino di allertamento del ghiacciaio di Planpincieux emesso nel primo pomeriggio conferma che permangono i "trend anomali delle temperature" e le conseguenti variazioni "anomale del deflusso idrico". Cioè il rialzo termico, iniziato ieri dopo giorni di freddo, continua a provocare l'aumento della pressione dell'acqua che scorre tra la roccia e un blocco di ghiaccio da 510 mila metri cubi, che rischia di sollevarsi e scivolare a valle.  Alla luce dell'ultimo bollettino il Comune di Courmayeur mantiene "tutte le misure di prevenzione di Protezione civile" disposte nella serata di mercoledì scorso, dall'evacuazione di un tratto della Val Ferret (una trentina di abitazioni) alla chiusura dell'accesso alla vallata. Il bollettino è redatto da Fondazione montagna sicura per conto della Struttura organizzativa Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione Autonoma Valle d'Aosta. 

Esperti: eventi estremi già accaduti

approfondimento

Ghiacciaio Planpincieux: evacuata parte bassa della Val Ferret. FOTO

 

Il ghiacciaio Planpincieux sta attraversando un processo che si è già verificato in precedenza, come conseguenza del caldo estivo, anche prima degli effetti dovuti al cambiamento climatico", ha detto

all'AGI Renato Colucci, glaciologo e ricercatore presso l'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), commentando il possibile crollo del ghiacciaio Planpincieux sul Monte Bianco, che ha mobilitato interventi di evacuazione e prevenzione. Ma lo stato di allerta non sorprende dato che storicamente questi eventi estremi si sono succeduti diverse volte. Lo scorso anno in Svizzera sono bastate due settimane per fondere 800 milioni di tonnellate di ghiaccio, che hanno causato una violenta alluvione a Zermatt. "E' importante precisare - spiega Colucci - che ogni ghiacciaio presenta caratteristiche strutturali specifiche e peculiarità, che influiscono sul suo comportamento. Quello che è accaduto lo scorso anno in Svizzera è un classico esempio di evento

estremo che però rientra nella categoria di fenomeni naturali. Un'ingente quantità di acqua rimasta intrappolata da quella che si può considerare una diga naturale è fuoriuscita repentinamente provocando l'alluvione". L'esperto aggiunge che la conformazione del Planpincieux fa sì che la fronte del ghiacciaio si muova su un pendio ripido. Questo allarga naturalmente i crepacci e, unitamente alla aumentata fusione dovuta alle temperature estive più elevate, lubrifica la base del ghiacciaio, che può rompersi improvvisamente e trasportare ingenti valanghe di ghiaccio a valle.

   

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