Viareggio, 11 anni fa la strage ferroviaria con 32 morti. Omaggio alle vittime

Cronaca
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Stamane il ministro della Giustizia Bonafede ha presenziato alla messa, che è stata celebrata nel cimitero della Misericordia e che fa parte delle iniziative organizzate in città. "Adesso - ha commentato il Guardiasigilli - è importante concentrarci sulla celerità dei tempi del processo perché non basta dire che abbiamo superato il vecchio regime normativo della prescrizione”. Fico: “Stato in prima linea per la sicurezza”. Casellati: “Perseguire sempre la verità”

Sono passati undici anni dalla strage di Viareggio del 29 giugno 2009 (FOTO), nella quale morirono 32 persone a seguito dell’esplosione di un treno merci che trasportava cisterne di gpl nei pressi della stazione toscana. Sull’incidente la sentenza d'appello è arrivata lo scorso 20 giugno. Questa mattina il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha presenziato alla messa in suffragio delle vittime, che è stata celebrata nel cimitero della Misericordia e che fa parte delle iniziative che oggi sono organizzate nella città. "Adesso - ha commentato il Guardiasigilli - è importante concentrarci sulla celerità dei tempi del processo perché non basta dire che abbiamo superato il vecchio regime normativo della prescrizione, adesso i cittadini chiedono che ci sia un processo che abbia tempi brevi e, nei limiti del possibile, certi. C'è una riforma del processo penale che è del Parlamento e che deve andare avanti con velocità perché è un'esigenza che hanno tutti i cittadini italiani”.

Bonafede: "Prescrizione? Orgoglioso, ora celerità processo"

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Quella sulla "prescrizione è una legge di cui vado orgoglioso, che ho portato avanti anche insieme ai familiari delle vittime della strage di Viareggio, e che ho sempre definito legge di civiltà", ha aggiunto il ministro. "La legge sulla prescrizione è stato un passo avanti per garantire celerità nei processi", ha quindi ribadito Bonafede. Il ministro ha seguito tutta la funzione religiosa celebrata dall'arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, poi al termine si è trattenuto con i familiari delle vittime.

Famiglie: "Stop prescrizione per disastro colposo"

"Il ministro Bonafede è venuto alla messa in ricordo delle vittime come già accaduto negli anni scorsi, in segno di vicinanza nei confronti dei familiari della strage. A lui, al quale abbiamo chiesto di continuare a tenere alta l'attenzione sul nostro processo, va la nostra stima. Alla luce della nostra vicenda giudiziaria ultimamente abbiamo lanciato delle proposte: prima fra tutte l'interruzione della prescrizione nei processi con imputati per disastro colposo, pensiamo per esempio anche a Genova". Lo ha detto Marco Piagentini, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Viareggio, il quale, durante la notte del 29 giugno 2009, perse due figli e la moglie. "Riguardo al processo, aspettiamo si fissi una data per la Cassazione - ha aggiunto Piagentini -. I reati di incendio e lesioni colpose gravi e gravissime sono già andati in prescrizione. I capi d'imputazione rimasti ora a rischio sono il disastro ferroviario e l'omicidio colposo plurimo, per fortuna restano in piedi perché c'è l'aggravante dell'incidente sul lavoro”.

Fico: "Stato in prima linea per la sicurezza"

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Anche il presidente della Camera Roberto Fico ha sottolineato la sua vicinanza ai familiari delle vittime. "La notte del 29 giugno di 11 anni fa a Viareggio un treno merci deragliò dopo aver superato la stazione ferroviaria della città. La fuoriuscita di gas provocò una terrificante esplosione e un incendio che devastarono, in pochi minuti, infrastrutture e abitazioni. Trentadue furono le vittime. Alle loro famiglie, ai feriti e a tutta la comunità profondamente colpita da quel tragico evento va tutta la mia vicinanza - ha dichiarato -. Alle associazioni dei familiari delle vittime ed alla cittadinanza va riconosciuto il merito di aver portato avanti l'impegno di mantenere viva la memoria di quanto accaduto e di sviluppare iniziative di sensibilizzazione sui temi della sicurezza nei trasporti. Un impegno che non può lasciare indifferenti Istituzioni e politica, su cui grava il dovere di promuovere condizioni di sicurezza sempre più avanzate nel sistema dei trasporti così come sui luoghi di lavoro".

Casellati: "Perseguire sempre la verità"

“L'undicesimo anniversario della strage di Viareggio è un'occasione per rinnovare la vicinanza di tutto il Paese a chi, in quella tragica notte del 29 giugno 2009, ha perso un genitore, una moglie, un marito, un figlio, un parente, un amico, così come a chi è rimasto ferito o ha perso la propria casa”, ha scritto invece Elisabetta Casellati, presidente del Senato, in un messaggio. "Una tragedia che non possiamo, non dobbiamo, dimenticare mai e in relazione alla quale incombe sulle istituzioni il dovere di fare piena luce - ha continuato Casellati - perché rendere giustizia significa non solo accertare le responsabilità di quello sciagurato incidente ma soprattutto verificarne, chiarirne e comprenderne le reali cause e le dinamiche. Perseguire la verità, quindi, per evitare che disastri come quelli che hanno colpito Viareggio o Genova o tanti altri luoghi in Italia si possano ripetere. Perseguire la verità, per capire come e dove intervenire al fine di sanare e migliorare l'intera rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, in sicurezza e a tutela primaria dell'incolumità di ogni individuo. Perseguire la verità, sempre. È un dovere che abbiamo nei confronti delle 32 vite umane perse a Viareggio e verso le vittime di ogni disastro o incidente costato lacrime, dolore e sofferenze a tutto il Paese".

L’incidente del 29 giugno 2009

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Intorno alle 23.50 del 29 giugno del 2009 un treno merci con 14 vagoni carichi di cisterne di gpl è esploso dopo essere deragliato nei pressi della stazione toscana. L’esplosione è stata causata dal deragliamento di un treno merci con 14 vagoni carichi di cisterne di gpl. Il convoglio, secondo le ricostruzioni giudiziarie, avrebbe sbattuto a forte velocità contro un ostacolo causando il rovesciamento su un fianco di una delle cisterne. Nell’incidente hanno perso la vita 14 persone subito e 18 nei giorni successivi. 25 persone sono rimaste ferite. Sulla vicenda si sono espresse due sentenze, che hanno fatto molto discutere. Per tutti gli imputati è sopravvenuta la prescrizione per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose. Il 20 giugno 2019 la corte di Appello di Firenze ha condannato, tra gli altri, Mauro Moretti, ex ad di Fs e di Rfi, a 7 anni. Manca ora il verdetto della Cassazione

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