Fase 2, riapertura e spostamenti tra regioni: ipotesi slittamento di una settimana

Cronaca
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Secondo il Corriere della Sera, sono due le ipotesi che il governo sottoporrà ai governatori nella conferenza convocata per sabato: dal 3 giugno "liberi tutti" oppure rinvio di 7 giorni delle riaperture tra regioni. Nel caso del posticipo dell’ok agli spostamenti extra-regionali, il provvedimento sarebbe valido per tutti

Il 3 giugno scade il termine dell’attuale provvedimento su scala nazionale che non consente gli spostamenti tra regioni diverse a causa dell’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE). Ora l’esecutivo sta valutando come procedere e sarebbero due le ipotesi al momento sul tavolo, che il governo dovrebbe sottoporre ai governatori nella conferenza convocata per sabato 30 maggio. Secondo il Corriere della Sera, i due scenari sono il consentire spostamenti liberi tra le regioni dal 3 giugno oppure rinviare di una settimana dell’entrata in vigore del decreto per tutti.

Si cerca di evitare strappi tra Regioni

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Dopo le proteste dei giorni scorsi e le polemiche sull’ipotesi che lo slittamento di una settimana possa riguardare soltanto Lombardia e Piemonte, in queste ore  - spiega l’articolo del Corriere della Sera - “si sta cercando una mediazione con le Regioni del Sud che minacciano di far entrare sul proprio territorio solo chi si presenterà con il test sierologico effettuato nei tre giorni precedenti”. Questo è uno scenario che il ministro Boccia ha respinto ma si lavora per evitare strappi. E non si esclude che possa essere confermata la libertà di trasferimento prevedendo una “quarantena breve” per chi va in alcune aree. Una norma che varrebbe anche per i turisti in arrivo in Italia.

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Dallo scorso 18 maggio, il provvedimento in vigore prevede che dal 3 giugno non ci sarà più alcuna limitazione per gli spostamenti in tutta Italia. Nei giorni scorsi, i dati dei contagi di alcune zone hanno fatto ipotizzare strade diverse. Per oggi sono attesi i nuovi dati ufficiali sull’andamento della curva epidemiologica e si valuterà come procedere. Il governo sembra intenzionato a evitare distinzioni e se non dovessero esserci dati allarmanti, si andrebbe verso la conferma della libera circolazione da mercoledì, magari insieme all’idea della “quarantena breve”, al massimo di cinque giorni.

 

L’ipotesi rinvio

L’altra opzione in campo, se i dati dovessero essere preoccupanti, sarebbe quella di rinviare la libera circolazione di una settimana, senza distinzioni tra le Regioni. Questa scelta potrebbe scontentare alcuni governatori ma il governo vuole proseguire sulla linea di dare regole uguali per tutti. Inoltre dal 3 giugno è previsto che si possa arrivare dall’estero senza essere sottoposti ad alcuna misura di sorveglianza, quindi non è contemplata l’ipotesi che ci possa essere un trattamento diverso tra cittadini italiani e turisti in arrivo dall’estero.

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