Minacce e insulti, assegnata scorta a Fontana, Azzolina e Sileri

Cronaca

La ministra dell'Istruzione bersagliata sui social: viene scortata da uomini della Guardia di Finanza. Sul viceministro della Salute minacce e tentativi corruzione con pressioni su fondi Covid. La Prefettura di Varese mette il governatore lombardo sotto scorta. Il legale prepara un dossier da presentare ai pm

Prima il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, poi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Nel giro di pochi giorni i tre politici sono stati costretti a essere messi sotto scorta per le minacce e gli insulti ricevuti, in molti casi tramite social. I tre stanno ricevendo in queste ore numerose attestazioni di solidarietà bipartisan: tra le tante, quelle del presidente della Camera, Roberto Fico, e di diversi ministri.

La scorta al ministro Azzolina

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La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina (M5s) è stata messa sotto scorta già da tre giorni: viene scortata da uomini della Guardia di finanza. Da alcuni giorni la ministra è oggetto di minacce e insulti sui social. "Sulla scuola si è venuto a creare un clima intollerabile, che poteva e doveva essere evitato", ha denunciato il capo politico del Movimento 5 stelle Vito Crimi. "Gli attacchi e provocazioni strumentali nei suoi confronti, recentemente si sono aggiunti inaccettabili insulti sessisti e minacce, anche da parte di presunti insegnanti: Lucia Azzolina è un ministro competente e coraggioso, andiamo avanti insieme a testa alta nel percorso di cambiamento e di sostegno alla scuola italiana".

 

La scorta al viceministro Sileri

Il vice ministro per la Salute, Pierpaolo Sileri (M5s), è sotto scorta per le minacce ricevute da alcuni colletti bianchi e una serie di pressioni con tentativi di corruzione ricevute per la sua attività politica e la destinazione dei fondi pubblici per l'emergenza coronavirus. "Più si sale in vetta, più tira il vento. Il nostro dovere è dare il massimo", ha commentato il numero due della Sanità in quota M5s, vittima anche di un biglietto minatorio recapitato sul parabrezza della sua auto. Da alcuni giorni l'esponente M5S viene accompagnato, durante tutti i suoi spostamenti, da un agente della pubblica sicurezza. La vicenda è sotto la lente dei pm della Procura di Roma, che nel loro fascicolo di indagine hanno inserito per il momento il reato di "minacce gravi", finora contro ignoti.

La scorta al governatore Fontana

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Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana (Lega), da due giorni è sotto scorta. La misura è stata decisa dalla prefettura di Varese dopo che "il clima intorno al governatore lombardo si è fatto incandescente" con due murales, a Milano, cui viene apostrofato come "assassino" e minacce sul web. A seguire Fontana, quindi, adesso c'è anche un'auto di scorta con un agente, che configura un provvedimento "di quarto livello”. "Stiamo raccogliendo decine e decine di minacce sui social network, sono tantissime e fanno parte di questo clima d’odio”, ha detto l'avvocato di Fontana. Il legale ha chiarito che nei prossimi giorni finirà di completare la raccolta delle minacce on line e poi depositerà una denuncia in Procura a Milano, dove è già aperta l'indagine sulle scritte dei Carc. Antagonisti che, tra l'altro, hanno rivendicato più volte di essere gli autori dei murales e si sono detti "pronti" ad azioni dello stesso genere. "Per me non cambia nulla, il mio lavoro prosegue con la stessa determinazione di sempre. Per il bene dei lombardi e della Lombardia”, ha detto il presidente della Regione Lombardia.

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