Foggia, migranti: sciopero dei braccianti contro la regolarizzazione temporanea. VIDEO

Cronaca

A Torretta Antonacci, nel Foggiano, alcuni immigrati mobilitati dal sindacalista Usb Aboubakar Soumahoro manifestano per i loro diritti e contro lo sfruttamento. Una delegazione sarà ricevuta in Prefettura nel capoluogo di provincia. Alla protesta aderiscono anche i Verdi-Europa Verde e partecipano anche le Sardine

A Torretta Antonacci, nel Foggiano, alcuni braccianti immigrati, mobilitati dal sindacalista Usb Aboubakar Soumahoro, protestano contro la regolarizzazione temporanea e per avere diritti e dignità. Intanto una delegazione sarà ricevuta in Prefettura a Foggia. Allo sciopero dei braccianti hanno aderito anche le Sardine e i Verdi-Europa Verde. In una nota i co-portavoci Elena Grandi e Matteo Badiali hanno spiegato di essere al fianco dei lavoratori agricoli “in mobilitazione perché sfruttati nelle campagne italiane” e soprattutto dei migranti “colpiti dai non più tollerabili decreti sicurezza”.

La manifestazione a Foggia

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Numerosi migranti hanno partecipato allo sciopero nel Foggiano con striscioni e cartelli nei quali chiedono rispetto e condizioni migliori. Lo slogan dello sciopero è "perché non marciscano i diritti", frase che compare scritta su un enorme striscione, mentre alcuni manifestanti sventolano fogli in cui si legge che "dignità e diritti non hanno scadenza".

 

Sciopero della spesa

"Come consumatori e consumatrici aderiamo allo sciopero della spesa, evitando di acquistare frutta e verdura, in solidarietà con gli invisibili che popolano le campagne". È la decisione dei Verdi-Europa Verde. "Il provvedimento sulle regolarizzazioni che ha visto la luce dopo settimane di schermaglie - hanno evidenziato - sottolinea ancora una volta come frutta e verdura vengano giudicati più importanti di un essere umano. A quest'ultimo, viene concessa l'elemosina di un diritto, a tempo ed escludendo buona parte dei migranti colpiti dai non più tollerabili decreti sicurezza. La politica non può ignorare chi chiede un salario dignitoso, il diritto a un medico di base, a un'abitazione dignitosa, a una vita umana". 

“Non si dovrebbe escludere nessuno da una regolarizzazione”

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“Uno stop di un giorno per uscire dall'invisibilità, da una condizione di sfruttamento che la politica finge di combattere attraverso provvedimenti che, alla fine dei conti, sono solo l'ennesimo regalo alle imprese e non toccano affatto chi sfrutta il lavoro dei braccianti", è invece quanto si legge in un comunicato delle Sardine. "Nessuno avrebbe dovuto essere escluso da una regolarizzazione che era necessario estendere a tutti - spiega il movimento - per tutelare la salute, la sicurezza, i diritti dei 600 mila migranti che vivono e lavorano in condizione di irregolarità nel nostro Paese”. Come i Verdi l’attenzione viene puntata contro i decreti di sicurezza che rischiano di far salire la cifra “a quasi 800 mila persone” man mano che i provvedimenti “continueranno a produrre i loro effetti (come la cancellazione della protezione umanitaria)”.

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