Scuole paritarie cattoliche, sciopero della didattica a distanza: "Senza aiuti si chiude”

Cronaca
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Le sigle del settore annunciano stop alle lezioni a distanza il 19 e 20 maggio. "Non riusciamo più a pagare gli stipendi, il fondo stanziato dal governo non basta”. La protesta nasce per manifestare il disagio che questi istituti “fanno davanti alla fatica di tante famiglie a pagare le rette”. La Cei attacca: “Basta disparità trattamento per paritarie, a rischio loro stessa sopravvivenza”

Uno sciopero di due giorni della didattica a distanza. È quello che hanno proclamato per il 19 e 20 maggio le sigle sindacali per le scuole private paritarie, soprattutto cattoliche. Come hanno fatto sapere le presidenze Nazionali dell’Usmi (Unione superiori maggiori d'Italia) e della Cism (Conferenza italiana superiori maggiori), la protesta nasce per manifestare “il disagio e la difficoltà che scuole pubbliche paritarie cattoliche fanno dinanzi alla fatica di tante famiglie a pagare le rette, all’indebitamento di tanti Istituti che non ce la fanno più a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo”. Secondo l'associazione di Confindustria degli istituti non statali, nel mese di marzo il 30% dei genitori con figli alle scuole paritarie non ha saldato il conto, dal primo aprile i questa percentuale ha superato il 50%. La Cei ha chiesto lo stop della “disparità trattamento per le paritarie, a rischio la loro stessa sopravvivenza”.

La protesta

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Previsti quindi due giorni senza lezioni a distanza. Docenti e famiglie degli studenti esporranno striscioni con la scritta "#Noi siamo invisibili per questo governo", e sono in programma flash mob in diretta social. Usmi e Cism, che hanno indetto lo sciopero, in un comunicato hanno manifestano "tutto il disagio e la difficoltà che scuole paritarie cattoliche hanno dinanzi alla fatica di tante famiglie a pagare le rette, all'indebitamento di tanti Istituti che non ce la fanno più a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo. Ora tocca alla politica ma noi vogliamo e possiamo sostenerla. Come? Attraverso un gesto simbolico che faccia rumore e coinvolga tanti altri cittadini, oltre ogni schieramento”.

 

“Facciamo rumore”

Alla protesta aderiscono tutte le sigle del comparto associativo cattolico e di ispirazione cristiana (Agidae -Fidae-Fism-Cdo opere educative, Confap-Cnos Scuola), le associazioni dei genitori (Agesc-Faes-Age-Forum Famiglie) e le realtà laiche del settore (Aninsei-Filins). "Se due giorni di sciopero responsabile possono creare disagio questo rappresenta solo un accenno al disastro di un servizio che potrebbe riprendere solo parzialmente a settembre”, scrivono Usmi e Cism. "Ciascuna delle nostre scuole, con il coinvolgimento delle famiglie, dei docenti, degli studenti organizzerà gli eventi che desidera in diretta social per fare quel rumore costruttivo e responsabile che solo la scuola sa fare". Un "rumore" , pensato per "obbligare i nostri parlamentari, che saranno impegnati nella discussione degli emendamenti, a non lasciare indietro nessuno”.

Cei: basta disparità trattamento per paritarie

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana è tornata a rilanciare la "forte preoccupazione" espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, “a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza”. "Chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie”, si legge in una nota che aggiunge: "Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio (TUTTE LE MISURE) - in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia - ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell'infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta", aggiunge. "Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico”.

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Rincara la dose anche padre Francesco Ciccimarra, Presidente Nazionale Agidae, Associazione gestori istituti dipendenti dall'Autorità ecclesiastica: "Questo tipo di 'Ripartenza' ha tutto il sapore di una inaccettabile quanto inqualificabile ipocrisia. L'attuale Governo sembra aver deciso di interrompere un percorso di integrazione, creando condizioni tali da favorirne il soffocamento”. Per Agidae il nodo da sciogliere è quello del pieno riconoscimento della parità giuridica ed economica tra scuole statali e non.

 

I numeri delle paritarie in Italia

Gli alunni delle scuole accreditate non statali (paritarie) sono oggi 866.805 (l’11% di quelli iscritti alle statali). Gli istituti paritari in Italia sono 12.564: il 71% materne, l'11% primarie, il 5% medie e il 13% superiori. Il settore coinvolge circa 160mila insegnanti e personale scolastico.

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