Coronavirus, coppia di Codogno lascia la “zona rossa” e va in Trentino: positiva ai test

Cronaca

I due, che volevano trascorrere una vacanza nella loro casa di proprietà, rischiano ora una segnalazione ai Nas dei carabinieri per essersi allontanati dal focolaio lombardo. Migliaia gli sciatori in coda agli impianti di risalita sulle piste da sci della provincia

Hanno lasciato Codogno, loro paese di residenza nonché uno dei comuni della “zona rossa” lombarda del coronavirus, per trascorrere qualche giorno di vacanza in Trentino nella loro casa di proprietà. Mostrati i sintomi della malattia, sono andati in ospedale e sono risultati positivi ai test per il Covid-19. Protagonista della vicenda è una coppia di coniugi, che ora rischia una segnalazione ai Nas dei carabinieri per essersi allontanata senza permesso dalla zona di provenienza. Marito e moglie sono stati sottoposti al tampone al pronto soccorso di Trento, dove sono arrivati con tosse e raffreddore. Le autorità sanitarie trentine hanno già contattato quelle lombarde per avviare il trasferimento dei due a casa (TUTTI GLI AGGIORNAMENTILO SPECIALE - ANTIVIRUS: L'ITALIA CHE RESISTE - LE TAPPE - LA MAPPA).

Fugatti: “Comportamento irresponsabile”

“Le regole devono essere rispettate”, ha commentato il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. “Siamo in continuo contatto con i Nas - ha aggiunto -. Se ci sono sanzioni da fare le faremo, perché questo è un comportamento irresponsabile”.

Stazioni sciistiche prese d'assalto

Un altro problema è rappresentato dagli appassionati che affollano le piste da sci, nonostante le raccomandazioni delle autorità a evitare assembramenti e a mantenersi ad almeno un metro di distanza dagli altri. Nella giornata di sabato 7 marzo migliaia di sciatori hanno riempito le piste del Trentino, creando code agli impianti di risalita, come è accaduto nelle stazioni sciistiche del Passo del Tonale, Madonna di Campiglio, Andalo, Paganella e Val di Fassa. Molti i turisti provenienti da Lombardia e Veneto. A differenza dell’Alto Adige, dove l’accesso alle telecabine è stato contingentato, per il momento in Trentino non sono in vigore misure analoghe.

Si valutano limitazioni agli accessi

Se le regole non saranno rispettate, ha ammonito il presidente della provincia, “la tutela della salute avrà la meglio sul continuare le attività. Chiediamo quindi un forte senso di responsabilità altrimenti il rischio è che accada anche in altre zone quello che è accaduto oggi”. Fugatti ha detto di aver già inviato ieri una lettera all’Associazione nazionale degli esercenti funiviari, raccomandando di rispettare il comportamento da tenere presso le stazioni sciistiche e ricordando che l’accesso alle telecabine è consentito al massimo a due persone e chiedendo che ci fosse del personale a far rispettare i divieti. “Ci aspettiamo che questa circolare sia il più possibile rispettata - ha aggiunto - e se non fosse così dovremmo prendere decisioni diverse, che non vogliamo prendere”.

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