Coronavirus, il Garante ai sindacati: "Stop agli scioperi del 9 marzo"

Cronaca

La Commissione di garanzia ha rivolto un invito formale alle sigle ad astenersi dalle proteste legate alla Giornata mondiale delle donne. "Non una di meno": non rinunceremo alla piazza. Usb revoca e attacca: "Clima di irregimentazione". Attaccano anche Cub e Unicobas

Il prossimo 9 marzo, a causa della situazione legata al coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI – LO SPECIALE), stop allo sciopero proclamato come ogni anno, in occasione della Giornata mondiale delle donne, nella cornice della protesta femminista del movimento “Non una di meno”. La Commissione di garanzia sugli scioperi infatti ha invitato in maniera formale le segretarie nazionali di Slai Cobas, Usi, Usb, Cub, Unicobas, Usi-Cit, che avevano aderito allo sciopero, ad astenersi. Lo scorso 24 febbraio, considerato lo stato di emergenza per il coronavirus, la Commissione aveva già chiesto che non venissero effettuate astensioni dal lavoro dal 25 febbraio al 31 marzo 2020. Protesta contro la misura “Non una di meno”, che annuncia: “Ci hanno privato dello strumento dello sciopero ma non rinunceremo a occupare le strade e le piazze”. Malumore espresso anche da Usb, Cub e Unicobas. Flc e Fp Cgil annunciano che saranno in piazza al fianco di “Non una di meno”.

Il provvedimento della Commissione di garanzia

Il provvedimento del Garante è motivato dalla clausola presente nella normativa che regola le professioni e che prevede la possibilità di interdire gli scioperi per cause di calamità naturale e ordine pubblico. Una decisione presa – ha spiegato la Commissione – “al fine di evitare ulteriore aggravio alle istituzioni coinvolte nell’attività di prevenzione e contenimento della diffusione del virus”.

Non una di meno: “Ennesimo attacco a diritto di sciopero”

“Registriamo l’ennesimo attacco al diritto di sciopero in nome dell’emergenza coronavirus”, attacca il movimento “Non una di meno”, che sottolinea: “Il peso dell’emergenza si sta scaricando soprattutto sulle donne che hanno perso il salario o ricevuto salari ridotti perché costrette a casa dalla chiusura delle scuole, a turni di lavoro raddoppiati nei servizi socio-sanitari, in assenza di qualsiasi tutela e supporto pubblico”. Il movimento annuncia che il 9 marzo scenderà comunque in piazza, accompagnato dalle sigle sindacali Flc e Fp Cgil che hanno comunicato la loro adesione.

Protestano Usb, Cub e Unicobas

Sono molto dure le posizioni di altri sindacati, che lamentano una restrizione del diritto di sciopero. Usb revoca lo sciopero e denuncia “il clima di irregimentazione in atto nel Paese, cui la Commissione di garanzia si è adeguata con il pretesto dell’emergenza coronavirus, e ritiene ormai indispensabile un intervento legislativo per ripristinare il diritto di sciopero in Italia”. Unicobas si chiede “che precedente è questo per il diritto di sciopero? Lo hanno fatto con un atto d'autorità”. Netta anche la posizione di Cub: “Il blocco degli scioperi non favorisce la ripresa ma cancella diritti”.

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