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Presidente Comunità ebraiche: in Italia situazione antisemitismo preoccupante

3' di lettura

In attesa del Giorno della Memoria fissato il prossimo 27 gennaio arrivano le parole preoccupate di Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane

E' un giorno importante per tutte le comunità ebraiche in Italia, quello della nomina da parte del governo di Milena Santerini come coordinatrice nazionale per la lotta contro l'antisemitismo. "L'Italia va a colmare un vuoto significativo allineandosi a quanto fatto da Germania, Francia, Regno Unito e altri Paesi sulla base delle diverse risoluzioni europee”. Il commento è di Noemi Di Segni, presidente delle Comunità ebraiche italiane: “Serviva un segnale forte. La scelta della professoressa Santerini, figura autorevole e da anni impegnata in questo ambito, va in questa direzione. Conosce bene la sfida che ci attende, assieme a tutte le istituzioni con cui si andrà a operare. Al presidente Conte e al governo va tutto il nostro apprezzamento per l’impegno assunto. Adesso è imperativo un lavoro sulle norme e il rafforzamento dei percorsi didattici ed educativi”.

"Antisemitismo preoccupante in Italia"

"Viviamo - contnua Di Segni -  una situazione di antisemitismo che ci preoccupa. In Italia è legato al negazionismo ma anche alla derisione. Ancora peggio, c'è una situazione di ribaltamento: considerare gli ebrei stessi portatori di questo male che abbiamo visto nella Shoah. Sulla rete dilaga tutto questo. Ci preoccupano anche i gruppi di estrema destra, che esistono e sono ben organizzati". Questi gruppi "non vanno legittimati" e in questo "c'è una responsabilità delle istituzioni". La Shoah è un trauma per il popolo ebraico, per l'Europa tutta e per chi vive in questi Paesi. Non inizia con Auschwitz e non finisce con Auschwitz", ha detto ancora la presidente dell'Ucei. "Questo racconto, che anche per noi è faticoso e difficile, non è per suscitare pietà per quello che è successo. Deve essere un racconto attraverso il quale i giovani possano scrivere la propria identità. La Shoah non è solo Auschwitz: sono le leggi del '38, il regime fascista e il comportamento di chi è rimasto indifferente".

Problema nel mondo del calcio

Per quanto riguarda l'antisemitismo nel calcio "abbiamo promosso un'iniziativa con la presenza di tutte le voci e le responsabilità del calcio e soprattutto ragazzi giovani e calciatori. Non abbiamo l'ambizione di risolvere tutti i problemi ma vogliamo dirci con sincerità che fenomeni di odio e razzismo esistono e in modo ancora più forte sul campo di calcio e qualcosa deve essere fatto per fermarli", ha spiegato Di Segni. "Naturalmente il problema non è solo ebraico, ma dobbiamo comprendere che quello che si dice sul campo di calcio esce fuori e si vive nella stessa società", ha sottolineato Di Segni.


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