Il blitz contro la 'ndrangheta, Gratteri: "Boss sapevano, operazione anticipata di 24 ore"

Cronaca

Il capo della Procura di Catanzaro ha spiegato che la retata è scattata prima e ha aggiunto di essere rimasto impressionato dalla "disinvoltura che la cosca Mancuso ha dimostrato di avere entrando in contatto con apparati dello Stato, i quali erano a disposizione"

Il blitz contro la ‘ndrangheta del Vibonese con oltre 300 arresti è stato anticipato di un giorno perché tra i coinvolti c’è chi era a conoscenza dell’imminente retata per una fuga di notizie. Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro Reggio Calabria, nel corso della conferenza stampa sull’operazione denominata "Rinascita-Scott". "Alcuni indagati, in particolare alcuni boss - ha sottolineato Gratteri - sapevano che l'operazione sarebbe scattata domani (venerdì 20 dicembre, ndr), quindi abbiamo dovuto anticipare di 24 ore il blitz". Gratteri ha aggiunto di essere rimasto sorpreso per "la disinvoltura, il potere che la cosca Mancuso ha dimostrato di avere entrando in contatto con apparati dello Stato, i quali erano letteralmente a disposizione".

Gratteri: "Un colonnello e un cancelliere tra gli arrestati"

Il capo della Procura di Catanzaro ha infatti evidenziato che tra gli arrestati figurano "un colonnello dei carabinieri che dava notizie all’ex onorevole e avvocato Pittelli, un cancelliere del tribunale di Vibo che era al servizio della cosca, sindaci, persone che erano a disposizione per aggiustare processi al Tar di Catanzaro".

"Spostati 3000 uomini in 24 ore per anticipare il blitz"

Gli inquirenti hanno fiutato che il blitz potesse andare a vuoto e che bisognava muoversi prima del previsto. "Capite - ha aggiunto Gratteri - cosa vuol dire, nell'arco di 24 ore, spostare 3000 uomini. E una cosa da folli ma ieri sera (mercoledì 18 dicembre, ndr), dopo una riunione drammatica abbiamo sentito che i vertici della cosca sapevano. E' stato il panico. Allora bisognava essere folli, anticipare. Nella stanza non si respirava più. Ma grazie a questa grande squadra sono arrivati carabinieri da tutte le parti".

"Il boss Mancuso seguito durante viaggio in treno"

"Sapevamo - ha proseguito Gratteri - che il boss Luigi Mancuso tornava da Milano e sapevamo che non l'avremmo più visto. Gli uomini del reparto speciale del Gis sono saliti sul treno e l'hanno tenuto sotto controllo per tutto il viaggio e non se ne è accorto. A Lamezia non ha neanche capito cosa succedeva, è stato preso e portato via in caserma".

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