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Strage di Capaci, pentito rivela: "Fu un ex poliziotto a piazzare l'esplosivo"

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 23 ottobre

2' di lettura

Il collaboratore di giustizia Pietro Riggio ha reso nuove dichiarazioni ai pm di Caltanissetta del processo d'appello bis sull'attentato che costò la vita a Falcone. Lo stesso ex agente gli avrebbe confidato "di aver partecipato alla fase esecutiva" del piano

Un collaboratore di giustizia di Caltanissetta, ex agente della polizia penitenziaria, sostiene che un ex poliziotto avrebbe messo l'esplosivo sotto l'autostrada per preparare la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui furono uccisi il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. A riportare la notizia è Repubblica. Il collaboratore di giustizia è Pietro Riggio, 54 anni, con alle spalle alcune condanne per mafia ed estorsioni. Alcuni mesi fa, dopo la sentenza sulla trattativa Stato-mafia, ha chiesto di tornare davanti ai magistrati. L'uomo collabora con la magistratura da 11 anni. Il suo nome compare in inchieste sulla mafia delle estorsioni della provincia nissena dalla fine degli anni Novanta.

Verbali depositati agli atti del processo Capaci bis

I verbali del collaboratore sono stati depositati nel processo d'appello Capaci bis dove vengono processati cinque mafiosi accusati di aver partecipato alla strage. Secondo Riggio, uno dei collaboratori che ha testimoniato nel processo ad Antonello Montante, il poliziotto, detto il “turco”, gli avrebbe confidato "di aver partecipato alla fase esecutiva della strage Falcone. Si sarebbe occupato del riempimento del canale di scolo dell'autostrada con l'esplosivo, operazione eseguita tramite l'utilizzo di skateboard".

Il collaboratore: "Temevo ritorsioni"

Le dichiarazioni di Riggio sono del 7 giugno dell'anno scorso. Il pentito Riggio ha detto di non aver parlato fino ad allora perché aveva paura "di mettere a verbale certi argomenti, temevo ritorsioni per me e per la mia famiglia. Ma, adesso, i tempi sono maturi perché si possano trattare certi argomenti". La procura nazionale antimafia ha deciso di convocare nei giorni scorsi una riunione sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Al tavolo del procuratore Federico Cafiero De Raho i magistrati delle procure di Palermo, Caltanissetta, Catania, Reggio Calabria e Firenze, che si occupano a vario titolo dei filoni sulla stagione delle stragi mafiosi del 1992 e 1993.

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