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Scandalo in Vaticano, dirigenti sospesi per operazioni finanziarie sospette

Cronaca
Getty Images

Tra le persone sospese anche il direttore dell'Aif (Autorità di informazione finanziaria) Tommaso Di Ruzza. Le indagini si concentrano su compravendite immobiliari a Londra e sulla gestione dei conti dell'Obolo di San Pietro

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Cinque dirigenti vaticani sono stati sospesi dopo l’indagine che l’1 ottobre ha fatto scattare il prelievo di carte e pc in Segreteria di Stato e all'Aif (Autorità di informazione finanziaria). Secondo quanto scrive l'Espresso, le persone "sospese cautelativamente dal servizio" sono due dirigenti apicali degli uffici della Segreteria, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi, un'addetta all'amministrazione, Caterina Sansone, e due alti dirigenti vaticani: mons. Maurizio Carlino, da poche settimane capo dell'Ufficio informazione e Documentazione, e il direttore dell'Aif Tommaso Di Ruzza. La loro sospensione è stata segnalata oggi dal Corpo della Gendarmeria che ha spedito una disposizione di servizio al personale interno dello Stato e alle Guardie Svizzere che controllano gli accessi.

L'indagine sulle operazioni finanziarie sospette

L'indagine in Vaticano è solo agli inizi e si ricollega alle denunce presentate agli inizi della scorsa estate dallo Ior e dall'ufficio del Revisore Generale su operazioni finanziarie compiute nel tempo. Secondo quanto emerso fino ad ora, come scrive l'Espresso, le operazioni riguarderebbero alcune compravendite immobiliari milionarie all'estero, in particolare immobili di pregio a Londra, e alcune "strane" società inglesi che avrebbero partecipato al business.

Gli accertamenti sull'Obolo di San Pietro

Fabrizio Tirabassi, uno dei cinque sospesi, in particolare, gestisce gli investimenti finanziari nella Segreteria di Stato, nell'ufficio Amministrativo, occupandosi tra l'altro dell'Obolo di San Pietro, cioè l'insieme delle offerte di denaro fatte dai fedeli e inviate al Papa per essere redistribuite a sostegno della missione della Chiesa e delle opere di carità, ma anche per il sostentamento dell'apparato vaticano. Gli investigatori starebbero analizzando proprio alcuni flussi finanziari dei conti su cui transita l'Obolo di San Pietro. Nel 2015, i conti e gli investimenti da fondi provenienti dall'Obolo avevano raggiunto la somma record di quasi 400 milioni di euro. Ogni conto e spostamento di denaro adesso è oggetto di controllo, per vedere se alcune irregolarità ipotizzate possano nascondere qualcosa di più grave.

Le denunce dello Ior

Le denunce fatte dallo Ior e dal Revisore generale interesserebbero un arco temporale recente, quando gli uffici messi nel mirino della magistratura, quelli della Prima Sezione "Affari Generali" della Segreteria di Stato, erano guidati da monsignor Angelo Becciu, ex sostituto diventato pochi mesi fa prefetto per la Congregazione delle Cause dei Santi e cardinale. Monsignor Carlino, appena sospeso da ogni funzione, è stato per anni il segretario personale del porporato.