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Venezia, via i negozi "low cost" da Rialto e piazza San Marco

I titoli di Skky TG24 delle 18 del 27 settembre

3' di lettura

Il Comune del capoluogo veneto ha approvato la delibera che vieterà l'apertura e il trasferimento di esercizi commerciali che non siano "compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della città antica"

Venezia sfratta i negozi “low cost” dalle vetrine di Piazza San Marco o di Rialto. Il consiglio comunale del capoluogo veneto ha approvato all'unanimità una delibera che impone per i prossimi tre anni nuove regole ferree nel segno della tutela del decoro dei negozi delle aree più centrali della città. La decisione impedirà nelle zone più turistiche della città l’apertura o il trasferimento di attività commerciali che non siano “compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della città antica” (LA DELIBERA CONTRO I TAKE AWAY). Dopo il sì definitivo del provvedimento da parte della Regione, gli esercizi commerciali dovranno cambiare pelle, sia negli arredi che nella merce esposta in vetrina, per adeguarsi al contesto architettonico ed esclusivo che Venezia impone. L'area interessata riguarda Piazza San Marco e Piazzetta dei Leoncini, il Ponte di Rialto ma anche tutta la zona che vi gravita attorno, dove oggi proliferano negozietti specializzati in souvenir di basso costo.

Via le maschere di plastica

Niente più ammassi di maschere di plastica o pezzi vetro cinese, ben lontani da quelli prodotti a Murano. Nelle zone più rappresentative e trafficate della città d’ora in poi il posto verrà riservato a una lunga lista di esercizi più legati alla valorizzazione del patrimonio. Si tratta di librerie, antiquari, gallerie d’arte, restauratori; negozi di filatelia e numismatica, di arredamento e design; oppure gioiellerie, boutique e sartorie. Ma solo se "di alta gamma", una precisazione più volte ripetuta che potrebbe far protestare qualche piccolo commerciante. Sarà tuttavia consentito vendere anche oggetti di artigianato, purché "tipico, tradizionale e storico". La provenienza di tutti i prodotti dovrà essere indicata già in vetrina. Inoltre tutto dovrà essere adeguato a uno standard estetico più armonico: cura nell’illuminazione, il più possibile in continuità con quella pubblica, e niente espositori fuori dal negozio o allestimenti ingombranti (DAL 2022 SI ENTRA SOLO CON PRENOTAZIONE).

L’area del divieto

La delibera ha trovato l’accoglimento anche delle forze di opposizione, e qualcuno avrebbe voluto un’estensione del divieto su tutta l’area cittadina, come accade per esempio nel centro storico del comune di Firenze. Le limitazioni in questo caso riguarderanno solo l’area marciana, ovvero quella attorno a piazza San Marco, e l’area realtina, quindi il ponte di Rialto e le vicine sponde del Canal Grande. La difesa dell’amministrazione comunale è che essendo la città di Venezia totalmente composta da "centro storico" sarebbe complicato estendere il divieto su tutta l’area.

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