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Richard Gere a bordo della Open Arms: i migranti sono rifugiati che hanno bisogno di aiuto

6' di lettura

"Persone che hanno vissuto storie orribili", ha detto l'attore, salito ieri sulla nave da giorni bloccata a largo di Lampedusa. "Portale a Hollywood", replica Salvini. Nella notte recuperate altre 39 persone. Divieto di ingresso in Italia per la Ocean Viking

La nave Open Arms, nella notte, ha compiuto una nuova operazione di soccorso portando in salvo altre 39 persone. Sull'imbarcazione, rimasta bloccata per giorni a una trentina di miglia da Lampedusa e con a bordo 121 migranti, ieri è arrivato anche Richard Gere, salito per portare aiuti e viveri. L'attore ha parlato oggi durante la conferenza stampa sul caso Open Arms organizzata nell'aeroporto dell'isola siciliana. "Si tratta di persone che hanno vissuto storie orribili, hanno sofferto moltissimo, li chiamano migranti ma sono rifugiati che hanno bisogno di aiuto", ha detto l'attore e attivista per i diritti umani. Alla domanda sul nostro ministro dell'Interno, ha invece risposto: "Non sono interessato a Salvini, i politici invece di aiutare queste persone le demonizzano e questo deve finire e può finire se lo facciamo finire noi. Il mio unico interesse è aiutare questa gente. Basta". Pronta è arrivata la replica del leader della Lega: "Porti i migranti a Hollywood". All'incontro con i giornalisti anche Oscar Camps, fondatore Open Arms, Riccardo Gatti, presidente Open Arms Italia e Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio. Nel corso dell'incontro è stato annunciato "un esposto alla Procura di Roma e a quella di Agrigento per verificare se tutto ciò non rappresenti una fattispecie di reato". 

Richard Gere: "Ho conosciuto la situazione di prima mano"

Durante la conferenza, Gere ha spiegato di essere stato già "due o tre anni fa a Lampedusa a visitare gli hotspot, ho conosciuto di prima mano la situazione". E sulla decisione di salire sulla nave ha poi detto: "Ho deciso di venire in 10 minuti. Ho raggiunto degli amici che stavano per mettersi in viaggio, volevamo dare una mano". L'attore ha anche evidenziato che "a differenza di quello che dicono i politici, i governi e qualche giornale, la maggior parte dei migranti sono cristiani". Pur se "restìo a parlare di politica", Gere ha anche fatto un paragone tra il governo italiano e quello degli Stati Uniti dicendo che entrambi tendono a demonizzare gli stranieri. "Questa cosa deve finire - ha detto - sembra che ci sia tutta una generazione di politici che mette tutto il suo impegno nel dividerci, come se ci fosse un profitto nel dividerci. È una cosa assurda". Poi ha rivolto un invito a tutti a salire sulla nave e "incontrare queste persone e vedere se non avrete un’istantanea connessione con loro".

"L'equilibrio a bordo è pronto a rompersi"

L’attore ha aggiunto che sulla nave "l'equilibrio è pronto a rompersi, per cui questa situazione deve essere interrotta adesso. La situazione è grave, molte di queste persone sono state già su delle barche, sono state riportate in Libia e torturate e poi di nuovo in viaggio. Se non ci fosse stata l'Open Arms queste 121 persone sarebbero morte. Queste persone non hanno la visione del futuro, hanno solo l'immediata esigenza di lasciare il posto degli orrori dove sono stati in Libia e sono pronti a morire per fare questo", ha sottolineato. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il figlio di Gere, Homer James Jigme, 19 anni. "Mio figlio che è qui con me a Lampedusa è rimasto molto colpito da questa vicenda e soprattutto dagli operatori di Open Arms, che hanno un cuore enorme oltre a una grande professionalità: io stesso dopo questa esperienza farò ancora di più", ha affermato l'attore. 

Salvini: "Gere porti le persone a Hollywood"

Non si è fatto attendere il commento di Salvini alle parole di Gere, che tra le altre cose ha criticato il decreto sicurezza bis appena approvato dal Parlamento. "Richard Gere è incredulo per l'approvazione del Decreto Sicurezza Bis: sicuramente è colpito favorevolmente dalle scelte a favore delle Forze dell'Ordine e contro scafisti e criminali - ha dichiarato il ministro dell’Interno -. L'Italia le attendeva da anni. In compenso, visto che il generoso milionario annuncia la sua preoccupazione per la sorte degli immigrati della Open Arms, lo ringraziamo: potrà portare a Hollywood, col suo aereo privato, tutte le persone a bordo e mantenerle nelle sue ville. Grazie Richard!".

Il salvataggio di altri 39 migranti

La notizia del nuovo intervento di soccorso della Open Arms è stata data su Twitter dal fondatore dell'Ong spagnola, specificando che il salvataggio è avvenuto in acque internazionali e ora "aspettiamo un porto sicuro dove sbarcare". La segnalazione del barcone con a bordo le 39 persone è arrivata da Alarm Phone. Nella serata di ieri "siamo stati contattati da una barca in difficoltà nella zona Sar maltese con 45 persone a bordo - ha scritto su Twitter il servizio telefonico che fornisce ai migranti un numero da chiamare in caso di difficoltà - Alle 21 abbiamo avvertito l'Rcc (Centro di coordinamento dei soccorsi, ndr) di Malta "chiedendo un soccorso immediato, in quanto, stando al racconto dei migranti, la barca stava affondando". A chiedere l'intervento di Open Arms è stata proprio Malta ma ora La Valletta ha fatto sapere alla Ong di essere disponibile a trasferire su una motovedetta i 39 migranti  salvati questa notte e trasferirli a terra, ma di non essere disponibile per gli altri 121 a bordo da 9 giorni. Una decisione "inammissibile", dicono da Open Arms. "Questa situazione - ha aggiunto Oscar Camps - sta provocando gravi problemi di sicurezza a bordo".

La Ocean Viking soccorre altri 80 migranti

Intanto altri 80 migranti sono stati soccorsi questa mattina al largo della Libia dalla Ocean Viking, la nave di "Sos Mediterranee" e "Medici Senza Frontiere" che ieri aveva salvato 85 persone ed era rimasta in zona di ricerca e soccorso. "Abbiamo appena completato il secondo salvataggio in meno di 24 ore - scrivono le due ong su Twitter - Più di 80 persone sono state salvate da un gommone in difficoltà nel Mediterraneo centrale questa mattina e ora sono al sicuro a bordo". Sulla nave ci sono ora più di 160 migranti. Alla barca questa mattina è stato notificato il divieto d'ingresso nelle acque territoriali italiane. La Farnesina ha nel frattempo inviato una nota verbale all'ambasciata della Norvegia in cui si sottolinea che l'Italia "non ha in alcun momento assunto il coordinamento delle operazioni di soccorso" e, in ogni caso il recupero dei migranti è avvenuto "ben al di fuori della zona sar di responsabilità italiana”. In una nota della Farnesina si legge che il ministro degli Esteri Moavero chiede alla Norvegia, Stato di bandiera della nave, di indicare un porto di sbarco per le persone a bordo. "Il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale - è scritto nella nota verbale - sollecita le autorità della Norvegia, quale Stato di bandiera, nell'esercizio dei suoi poteri sovrani sulla nave e sulle persone a bordo, ad esercitare prontamente ed efficacemente ogni azione necessaria affinché sia individuato un porto sicuro di sbarco per le persone a bordo".

Data ultima modifica 10 agosto 2019 ore 15:30

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