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È morto Francesco Saverio Borrelli, è stato a capo del pool Mani Pulite

4' di lettura

L'ex magistrato, nato a Napoli nel 1930, si è spento a Milano a 89 anni. Protagonista di un capitolo della storia d'Italia, ha indossato la toga per 47 anni. Camera ardente lunedì nel tribunale di Milano. Greco: "Ha fatto la storia di questo Paese". Colombo: "Uomo raro"

Francesco Saverio Borrelli (CHI ERA) è morto all’età di 89 anni. È stato capo del pool Mani Pulite ai tempi in cui era Procuratore della Repubblica ed ex procuratore generale di Milano. Borrelli, protagonista di un capitolo della storia d'Italia, ha indossato la toga per 47 anni. Si è spento all'Istituto nazionale dei tumori di Milano, dove era ricoverato da un paio di settimane. Come anticipato dal procuratore capo del capoluogo lombardo Francesco Greco, la camera ardente si aprirà "lunedì mattina alle 9.30 nel Tribunale di Milano, nell'atrio di fronte all'Aula Magna".

Il ricordo di Greco e Colombo

Greco, che ha fatto parte del pool Mani Pulite, ha descritto Borrelli come "un grande capo che ha saputo anche proteggerci, un grande magistrato che ha fatto la storia di questo Paese". "Sono molto addolorato per la notizia. Francesco era un uomo raro, molto raro", ha detto invece l'ex pm Gherardo Colombo, anche lui nel pool. "Scompare un baluardo resistente a difesa e a tutela dell'indipendenza della magistratura", ha dichiarato Roberto Alfonso, procuratore generale di Milano.

Il commento di Bobo e Stefania Craxi

Di diverso tenore il commento di Bobo Craxi, figlio di Bettino, l'ex premier socialista morto nel 2000. Borrelli "ebbe la funzione di guidare un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato", ha detto dell'ex procuratore della Repubblica di Milano. Dello stesso avviso la sorella Stefania Craxi: "Con Borrelli viene a mancare uno dei principali protagonisti di un'infausta stagione della nostra vita repubblicana rimasta ancora per tanta parte piena di punti oscuri. Con mio padre si comportò male".

La carriera

Borrelli era nato a Napoli il 12 aprile 1930. Figlio e nipote di magistrati, si è trasferito a Firenze per studiare al conservatorio (la musica, insieme alla montagna, è stata una delle sue passioni). Si è laureato in Legge con una tesi su “Sentimento e sentenza”: relatore è stato Piero Calamandrei. Nel 1955 ha vinto il concorso ed è entrato in magistratura come giudice civile a Milano, nel palazzo dove il padre era la più alta carica. Dopo essere passato dal civile al penale, ha presieduto sezioni di tribunale e di Corte d'Assise, giudicando anche le Br. Negli anni Sessanta è stato tra i fondatori della corrente di Magistratura Democratica. Nel 1983 è diventato procuratore aggiunto, poi il 17 marzo 1988 è succeduto a Mauro Gresti alla guida della Procura della Repubblica. È diventato noto con Mani Pulite, la maxi-inchiesta che ha coordinato con il vice Gerardo D'Ambrosio, collega e amico scomparso il 30 marzo 2014 con il quale, peraltro, si è talvolta trovato in disaccordo sui temi di politica giudiziaria. Dal 1999 al 2002, come Procuratore Generale, ha difeso con fermezza il principio costituzionale dell’indipendenza della magistratura.

Il ricordo della figlia

Borrelli lascia la moglie Maria Laura, i figli Andrea (anche lui magistrato) e Federica, quattro nipoti. Qualche giorno fa, la figlia ha dedicato al padre una lettera. “Non hai mai smesso di trasmettere tutto ciò che per te valeva la pena trasmettere. Nel mio momento più buio ci sei stato”, ha scritto. Ha poi parlato dei suoi "mille ricordi": di quando da bambina sedeva sulla canna della "tua bicicletta azzurra", alle "prime versioni di latino tradotte insieme", alle "gite sui monti della nostra Courmayeur, i litigi, le sgridate", a come le è sempre stato al fianco "amorevole". “Mi manca il tuo arguto senso critico - si legge in chiusura -. Mi manca il suono de tuo pianoforte che giace orfano del tuo talento, come orfani siamo noi. Papà vorrei averti potuto e saputo dare tutto quello che mi hai dato, per sempre”.

Data ultima modifica 20 luglio 2019 ore 14:25

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