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Integratori, da vitamine a doping mascherato. Il reportage di Sky Tg24. VIDEO

6' di lettura

In Italia il 65% degli adulti utilizza gli integratori soprattutto per migliorare la prestazione sportiva e i controlli sono rigidi. Non è sempre così, specie nel mercato di Internet. Contraffazione, doping mascherato e uso fai da te: al centro del reportage di Sky Tg24

3 miliardi di euro di business e oltre 32 milioni di consumatori; sono questi i numeri del mercato italiano degli integratori stando allo studio di Federsalus, l’Associazione Nazionale Produttori e Distributori di prodotti salutistici. Numeri che mettono l’Italia al primo posto dei mercati europei per dimensioni e crescita. Servono davvero tutti questi integratori? Soprattutto: fanno bene o sono solo una moda? Sono sicuri? È cercando di dare una risposta a queste domande che è iniziato il viaggio di Sky Tg 24 alla scoperta di vitamine, sali minerali, energy drink e stimolanti (IL SERVIZIO INTEGRALE).

“Non servono cose strambe rispetto ad una normale alimentazione”

Carlo Locatelli, responsabile del centro antiveleni Maugeri di Pavia, uno dei maggiori esperti nel campo dei veleni - che firma con il centro che dirige 80.000 consulenze ogni anno per gli ospedali italiani che assistono pazienti intossicati - spiega come “il fatto di fare attività sportiva non significa prendere qualcosa di aggiuntivo rispetto ad una normale alimentazione, perché non abbiamo bisogno di vitamine aggiuntive, tantomeno aminoacidi o cose strambe che non sono fisiologiche per chi deve fare un’attività fisica normale“. Non bisogna pensare a chissà quale sostanza, già gli energy drinks, se usati senza criterio, rischiano di essere dannosi, come conferma Locatelli “guaranà, caffeina, taurina - che sono sostanze eccitanti - provocano una minima miglior prestazione sportiva ma sono un grosso rischio per gli organi che non sono preparati a subire questo frustare il cavallo che va già al galoppo”.         

“Il passa parola fa i danni peggiori”

Nelle palestre italiane è pieno di gente che assume beveroni o integratori prima, dopo o durante l’allenamento. Carlo Ricciardi, personal trainer proveniente da una famiglia storica in Italia nell’ambiente degli allenatori sportivi, ci conferma che l’integrazione non si può improvvisare. “Bisogna saperli usare!” esclama davanti al nome di prodotti di largo consumo come aminoacidi ramificati e carnitina. “L’integrazione interviene generalmente quando si inizia un’attività agonistica” chiarisce, “perché ci sono delle restrizioni caloriche, ci sono mancanze di nutrienti e quindi si va a compensare con l’utilizzo di integratori “. Anche lui, che di giovani in palestra ne segue tanti, conferma che il fai da te è sconsigliato “chi fa sport vede l’amico e si sposta verso l’integrazione e proprio il passa parola è uno dei danni maggiori “. Riassumendo: no all’uso incontrollato di integratori, no al passa parola, no al fai-da-te, e ancora molta attenzione agli acquisti online.

“Il mercato è fuori controllo”

Al centro antiveleni Maugeri di Pavia capitano molti casi di persone intossicate da sostanze contenute in alcuni integratori, spesso provenienti dal mercato estero, che in etichetta dichiaravano alcune sostanze e in realtà ne contenevano altre. “Il mercato è assolutamente esagerato e non abbiamo la chiara idea di che cosa contengono questi prodotti” spiega Carlo Locatelli perché non sono certificati come i farmaci per i quali la composizione è nota, dichiarata, verificata. Sono prodotti in cui ci dovrebbe essere X e Y e poi magari c’è anche Z e A, quindi ci sono delle miscele che possono essere estremamente pericolose e nella casistica nostra del centro antiveleni sono successi svariati casi di persone che pensavano di assumere A e poi invece sono stati intossicati da B che non veniva dichiarato in etichetta”. Sugli acquisti online Carlo Locatelli è molto chiaro “la vendita in internet è assolutamente fuori controllo per prodotti che possono contenere niente oppure che possono contenere - oltre alle sostanze che dichiarano: quattro aminoacidi, quattro vitamine - anoressizzanti, betabloccanti, barbiturici e altre sostanze che poi danno un sacco di effetti.

“Steroidi naturali legali non esistono, è doping mascherato. Altissima la contraffazione”

La professoressa Patrizia Hrelia della Sitox, Società Italiana di Tossicologia, lancia un allarme sulla contraffazione e gli annunci ingannevoli online “il farmaco comprato illegale e contraffatto è totalmente diverso e molto più pericoloso rispetto a quello normale. Nei paesi industrializzati vanno alla ricerca di farmaci per il potenziamento sessuale, farmaci ad uso dimagrante, steroidi anabolizzanti. Ci possono essere scenari molto diversi: per esempio nel farmaco manca il principio attivo e quindi il soggetto compra una miscela di acqua, coloranti, polvere, talco o anche miscele pericolose, ci possono essere sostanze diverse da quelle dichiarate in etichetta, ci può essere la sostanza dichiarata ma con concentrazione nettamente inferiore o superiore”. Dal suo studio all’interno dell’università di Bologna la professoressa mostra alcuni casi di integratori sequestrati nelle palestre italiane “alcuni prodotti che vantavano in etichetta unicamente vitamine e aminoacidi invece contenevano anche androgeni anabolizzanti quali il testosterone, non dichiarati in etichetta!”. Il web è pieno di annunci per pubblicizzare e vendere prodotti per aumentare la massa muscolare, ma va fatta particolare attenzione perché spesso vengono spacciati per naturali e sicuri prodotti che contengono sostanze vietate “Steroidi naturali legali non esistono. Tutti gli steroidi anabolizzanti sono assolutamente illegali. Esistono delle piante che vantano particolari proprietà come quelle di aumentare il metabolismo e il rilascio degli ormoni ma sicuramente prodotti che vantano in etichetta steroidi anabolizzanti e testosterone legali e naturali sono assolutamente una frode per il consumatore” mette in chiare la Professoressa Hrelia. Sul fatto che sia bene acquistare solo da canali ufficiali e verificare sempre la reputazione del prodotto che si sceglie sono tutti d’accordo. Come stanno le cose nel mercato italiano?

“I prodotti italiani sono sicuri. Le regole sono chiare”

Chi produce integratori si sente sotto attacco. Sky Tg24 ha contattato diversi produttori prima di riuscire a trovare la disponibilità di Diego Rossetto CEO di 4+Nutrition che ha accettato volentieri di aprire le porte del suo magazzino a Padova. “Quando parliamo di doping parliamo di farmaci, non di integratori alimentari e noi non vendiamo farmaci“ chiarisce Rossetto per prima cosa. Spiega anche che “ci sono delle problematiche che sono legate spesso a quello che arriva dall’estero “. “I consumatori che acquistano prodotti italiani, fatti in Italia, comprano dei prodotti fatti in un paese che ha le normative più ristrette e i controlli più severi: dalla notifica del prodotto all’uso di determinati ingredienti. Le leggi sono ben chiare”. E vengono anche fatte rispettare? “Noi abbiamo frequentemente in azienda i controlli da parte dei carabinieri del NAS e dell’Asl “spiega Rossetto, che subito puntualizza “e i riscontri sono sempre positivi”. Il problema legato alle sostanze illegali lo avvertono anche loro - i produttori - “gli integratori alimentari non c’entrano niente con il doping e per noi è un grosso problema, perché nel momento in cui si parla di doping e di sequestri vengono messi in mezzo anche gli integratori è quindi la gente si spaventa” racconta Rossetto. “Noi riceviamo in azienda le telefonate dei genitori che vedono i barattoli con i nostri prodotti in camera dei figli e ci chiedono che cosa stanno prendendo…”

“Ben venga la lotta al doping!” esclama Rosetto “danneggia tutti”.

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