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Legnano, sindaco e vice sindaco arrestati per corruzione elettorale

3' di lettura

Ai domiciliari l'assessore alle opere pubbliche. Il primo cittadino avrebbe dato un incarico in cambio di voti. Secondo la procura sarebbero anche state pilotate le principali nomine del Comune. I pm: "Spregiudicate manipolazioni". Bonafede: "Emergenza corruzione"

Il sindaco leghista di Legnano (Milano) Gianbattista Fratus, il vicesindaco Maurizio Cozzi e l'assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini sono stati arrestati questa mattina. Sono accusati a vario titolo di corruzione elettorale, turbata libertà degli incanti, e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. I finanzieri del comando provinciale di Milano, su disposizione della procuradi Busto Arsizio, hanno eseguito i tre arresti e una raffica di perquisizioni, nel corso di un'operazione ribattezzata "Piazza Pulita". Fratus e Lazzarini sono finiti agli arresti domiciliari. In carcere invece Cozzi, che è anche assessore al bilancio. Sul caso è intervenuto anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha parlato di "una emergenza corruzione" in Italia.

Di cosa è accusato il sindaco

Fratus è accusato di aver promesso un incarico presso una partecipata alla figlia di un candidato escluso al primo turno, in cambio dell'appoggio elettorale al ballottaggio. La promessa, stando all'inchiesta delle fiamme gialle e coordinata dal pm Nadia Calcaterra, è stata mantenuta con un incarico presso la Aemme Linea Ambiente s.r.l. Alla base dell’indagine, secondo quanto ha spiegato il procuratore aggiunto di Busto Arsizio Giuseppe D'Amico, la nomina di "soggetti e amici e conoscenti, manovrabili e in futuro riconoscenti" attraverso "spregiudicate manipolazioni di procedure".

Procura: pilotate nomine principali del Comune

Ma emerge anche che "le nomine principali delle società partecipate dal Comune di Legnano e le nomine stesse all'interno dell'amministrazione comunale sono state pilotate da soggetti sotto indagine", come spiega il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Calcaterra. "Gli indagati avviavano selezioni personali, agganciavano i loro candidati, sostenevano dei colloqui e alla fine facevano in modo che i bandi venissero turbati in modo tale da ottenerne la nomina" nonostante "l'incompatibilità assoluta con l'incarico bandito". Per gli inquirenti, “la cosa più allarmante e disarmante è che gli indagati tutti hanno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono assolutamente la gravità delle loro azioni, quasi fosse un modus operandi che, solo perché diffuso, è legalizzato. Così non è".

La giunta è caduta il 29 marzo scorso

La giunta di centrodestra - formata da Lega e Forza Italia - è caduta il 29 marzo scorso, dopo essere stata sfiduciata dalla metà dei consiglieri comunali, ma il sindaco Fratus, eletto nel 2017, non si è mai voluto dimettere.

Data ultima modifica 16 maggio 2019 ore 12:50

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