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Anziano picchiato a morte da baby gang: i funerali a Manduria

Cronaca

Alla cerimonia, che si è svolta in forma privata, hanno partecipato circa 50 persone. Proseguono intanto le indagini, con una riunione operativa alla procura di Taranto. Si attendono i risultati degli esami istologici sui reperti prelevati durante l'autopsia

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Una cinquantina di persone ha partecipato, nella chiesa dell'oasi Sant'Anna a Manduria, ai funerali in forma privata di Antonio Stano, il pensionato vittima di una serie di aggressioni e violenze da parte di un gruppo di giovani, quasi tutti minorenni. Il 66enne è morto il 23 aprile scorso, dopo essere stato sottoposto a due interventi chirurgici per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale. Oggi alle esequie hanno preso parte i familiari più stretti dell'uomo, tra cui il nipote e la sorella che ha deposto sul feretro una corona di fiori composta da rose arancioni e orchidee bianche (GLI AGGIORNAMENTI).

Attesa per i risultati degli esami istologici

Intanto, sul fronte delle indagini, si è tenuta una riunione operativa alla procura della Repubblica di Taranto, per fare il punto sull'omicidio. Sono coinvolti due maggiorenni e 12 minorenni sui cui ruoli nelle violenze subite dall'anziano sono in corso accertamenti. Determinante sarà il risultato degli esami istologici sui reperti prelevati durante l'autopsia: serviranno infatti ad accertare se c'è un nesso di causalità tra le percosse e il decesso di Stano. Solo dopo questo dato i magistrati faranno nuove valutazioni sulla configurazione giuridica dei fatti.

Le tracce delle aggressioni ripetute 

Nei giorni scorsi, dalle indagini, è emerso che l’anziano soffriva di disagio psichico e da tempo veniva bullizzato da un gruppo di ragazzini che su Whatsapp condivideva i video delle aggressioni. Inoltre, a casa della vittima sono stati trovati i segni delle violenze dei raid della baby-gang, composta da 12 minorenni e due maggiorenni: impresse sul legno del portone di casa della vittima sono visibili le tracce dei pugni e delle bastonate che il branco sferrava perché Antonio Cosimo aprisse. Ed è emerso anche che i vicini avevano presentato denuncia alla polizia attraverso un esposto firmato da sette persone residenti in via San Gregorio Magno, la via dove viveva Stano.