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Monterotondo, spara e ferisce 16enne: "Se non fosse entrato in casa non sarebbe successo"

5' di lettura

Il 29enne: "Con una pistola mi sono potuto difendere senza neanche arrecare tutti questi danni". Salvini: "Vai a rapinare? Ti becchi i rischi". Procura Tivoli: "Nuova norma su legittima difesa non ancora in vigore". Investigatori vicini all'identificazione dei ladri

"Se non fosse entrato nella proprietà, tutto questo non sarebbe successo. Sono le stesse parole di Salvini? Magari lui lo dice in maniera più colorita però in fin dei conti il discorso è quello". A parlare è il 29enne di Monterotondo che nel tardo pomeriggio di venerdì 26 aprile, nel tentativo di far scappare tre presunti ladri, avrebbe colpito con un colpo di pistola uno di loro, un 16enne, poi lasciato dai presunti complici al Policlinico Gemelli di Roma in gravissime condizioni.  "Le eventuali decisioni di iscrivere nel registro degli indagati l'autore degli spari non è influenzata dalla nuova norma sulla legittima difesa che, tra l'altro, non è ancora entrata in vigore", ha detto il procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto. "Se entri in casa mia per rubare sei fuori posto. Che tu abbia 16 anni o 36. La legittima difesa è una legge di civiltà", sono invece le parole del ministro dell'Interno Matteo Salvini in un'intervista a La Stampa, in cui definisce "giusti" i rilievi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul "grave turbamento" espressi in occasione della promulgazione della legge, fortemente voluta dal leader della Lega. In ogni caso, ribadisce il ministro da Cantù: "Vai a rapinare? ti becchi i rischi del mestiere". Se il ragazzo "fosse andato a scuola o a lavorare invece di rapinare non ci sarebbe stato nessun problema. A me interessa che i rapinatori sappiano che ora in Italia rischiano qualcosa in più. Non c'è una sola pistola in più per questa legge ma qualche anno di vicende giudiziarie in meno per chi si difende in casa sua".

La dinamica del furto

Nel frattempo, è stata consegnata dai carabinieri in procura l'informativa sul tentativo di furto: le indagini dei carabinieri della compagnia di Monterotondo vanno avanti per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto a dare un volto ai componenti della banda di ladri. Gli investigatori sarebbero vicini all'identificazione. A quanto ricostruito erano in quattro e l'auto utilizzata sarebbe stata presa a noleggio. Venerdì sera in tre sarebbero entrati nell'abitazione dopo aver divelto una porta-finestra al pian terreno, mentre il quarto faceva il palo. Il 29enne era da poco rientrato dal mare con la fidanzata e stava facendo la doccia al piano di sopra quando ha sentito i rumori. Dopo aver preso la sua pistola, regolarmente detenuta per uso sportivo, e' sceso al piano inferiore e ha aperto la porta del salone sorprendendo i ladri.

Il procuratore di Tivoli: "Tutela h24 per proprietario casa"

Dal momento che gli inquirenti sono "alla ricerca dei complici che hanno tentato il furto, per tutelarne la sicurezza, abbiamo disposto una vigilanza h24 nei confronti del proprietario dell'abitazione presa di mira. E' stato lui stesso, intorno alle 19 di venerdì scorso, ad avvisare il 112 che estranei erano entrati nella propria abitazione", ha fatto sapere il procuratore capo di Tivoli Menditto. "Stiamo mettendo in fila tutti i tasselli di questa vicenda per poi procedere, nella giornata di domani, a formalizzare le nostre determinazioni nel registro degli indagati. Al momento - ha aggiunto il procuratore - il reato per cui procediamo è quello di furto in abitazione".

Il giovane: "Mi sono difeso senza arrecare tutti questi danni"

Il 29enne che ha sparato durante il presunto tentativo di furto nella sua casa a Monterotondo ha raccontato a Radio Cusano Campus di aver "sentito dei rumori" e di essere andato "a prendere la pistola in cassaforte". Poi, aggiunto, "sono andato verso la stanza dalla quale provenivano i rumori e ho sentito una certa resistenza quando ho provato ad aprire la porta. Ho spinto con forza e mi sono trovato di fronte tre persone. Uno aveva una spranga di ferro. E' allora che ho sparato e loro si sono dati alla fuga. Quando li ho visti, il mio primo pensiero è stato per la mia ragazza che si trovava al piano di sopra. Per me è stato un bello spavento". "Il vantaggio di avere una pistola con me è stato quello di ottenere un effetto dissuasivo. Magari, in un corpo a corpo con tre malviventi poteva finire peggio. Con una pistola mi sono potuto difendere senza neanche arrecare tutti questi danni", ha concluso il giovane, aggiungendo che "come è accaduto a me poteva accadere al vicino o a mia madre mentre non c'ero. Questo è il fatto che mi ha scosso di più, l'imprevedibilità di un evento simile".

"Non volevo ferire nessuno"

Il giovane dice di aver "cercato di sparare senza ferire" i ladri e ricorda: "La cosa che mi ha colpito è il rumore dei colpi: sotto effetto dell'adrenalina sembrava rumore di miccette. Quando se ne sono andati ho capito di aver sventato un rischio enorme. I miei genitori erano in Portogallo, pensavano di poter agire in modo indisturbato”. A chi gli chiede se lo rifarebbe, il 29enne risponde “nel momento in cui una persona, purtroppo, intraprende un percorso di vita dedito al crimine è quella stessa persona a mettere in pericolo la sua vita”.

"Ho paura di possibili ritorsioni"

"Ora ho paura - dice ancora il giovane - Ho avuta ritirata la mia pistola. Mi dedico al tiro sportivo ed è un hobby ma ora mi sento poco tutelato. Percepisco una sensazione di insicurezza perché sono stato coinvolto in una storia del genere. Ho paura di possibili ritorsioni ed ora non sono neanche più armato".

Data ultima modifica 28 aprile 2019 ore 18:30

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