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Non ci sono medici, la Regione Veneto autorizza l'assunzione di quelli in pensione

titoli di Sky TG24 delle ore 18 del 26/03

2' di lettura

La giunta con una delibera ha approvato i contratti a tempo determinato per sopperire alla mancanza di professionisti disponibili. Esclusi i prepensionati volontari. Zaia: “Nessuna finalità polemica, sarebbe fallimentare che una norma come questa diventasse stabile”

La Regione Veneto ha deciso di autorizzare i direttori generali delle Ulss ad assumere a tempo determinato medici in pensione per garantire i livelli essenziali di assistenza qualora non vi fosse disponibilità di medici sul mercato. L’annuncio della delibera, approvata oggi in giunta, è stato dato dal governatore Luca Zaia: “Finché non sarà risolto il problema a monte e cioè quello delle scuole di specializzazione, abbiamo deciso di adottare questa delibera a ombrello, anche per garantire i direttori dal punto di vista giuridico”.

In Veneto mancano circa 1.300 medici

Il provvedimento in Veneto, dove mancano circa 1.300 medici, prevede maglie larghe per la selezione dei medici da assumere ad hoc, anche se saranno esclusi i prepensionati volontari. "Li troveremo - ha detto Zaia riguardo i medici mancanti - soprattutto con i concorsi regolari. Il problema, però, è che all'ultimo concorso bandito dalla nostra Azienda Zero si sono presentati solo una decina di candidati per 80 posti a disposizione”. “Vogliamo evitare che si arrivi alla situazione inglese - ha aggiunto il governatore -  dove, per carenze di organico, si è costretti a inviare gli esami in India per farli refertare”.

Zaia: “Si aprirà il dibattito ma a noi interessa avere medici”

Zaia ha poi precisato che “la nostra delibera non ha nessuna finalità polemica, ma intende semplicemente mettere al centro la priorità di curare i nostri cittadini. Si apre sicuramente una falla e si aprirà il dibattito, ma a noi interessa avere medici". E su quota 100 aggiunge che non è questo provvedimento “ad aver creato il problema e continuiamo a ritenere che la sanità pubblica abbia un futuro solo se ci sono giovani. Sarebbe fallimentare - ha concluso - che una norma come questa diventasse stabile. Il problema va risolto a monte, anche perché i corsi di specialità sono normati a livello nazionale".

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