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Diossina a Taranto, sindaco chiude due scuole nel rione Tamburi

3' di lettura

In un anno la presenza della sostanza in città è aumentata del 916%. Ora, sei genitori che hanno perso i figli a causa delle sostanze tossiche chiedono al primo cittadino di convocare un consiglio monotematico sul tema

La diossina a Taranto c’è ancora e, anzi, è aumentata esponenzialmente: più 916% in un anno. Per questo motivo, sei genitori che hanno perso i figli a causa degli effetti letali degli inquinanti, chiedono al sindaco Rinaldo Melucci la convocazione di un consiglio comunale monotematico dedicato alla Salute e all'Ambiente. "Oggi viene negato il diritto all'istruzione, alla salute”, scrivono in una nota, contestando la decisione del primo cittadino di chiudere due scuole del rione Tamburi. "Tardiva, inefficace e non risolutiva - affermano - è una ordinanza che interviene solo per le scuole del quartiere Tamburi quando i dati scientifici confermano che l'allarme sussiste anche per i quartieri a nord" della città, come il Paolo VI.

Dati allarmanti

I dati a cui fanno riferimento sono quelli pubblicati da Arpa Puglia e certificano un aumento della diossina a Taranto provocata dall'attività industriale, legata soprattutto all’ex Ilva, oggi Arcelor-Mittal. In un anno il valore della sostanza in città è aumentato del 916%, arrivando pericolosamente vicino agli 8 picogrammi del 2009. Arpa evidenzia anche l’aumento delle diossine a 11 picogrammi nel quartiere Tamburi, ma non è la sola zona interessata. A tutto questo si aggiungono le condizioni in cui si trovano gli impianti industriali dell’ex Ilva. Gli elettrofili, in particolare, dovrebbero essere coibentati e sigillati per garantire che le diossine non si sprigionino all’esterno, ma le condizioni ad oggi sono tutt’altre, documentate dal sindacato e oggetto di un esposto-denuncia. “Già sapevamo che nel 2014 e 2015 sul quartiere Tamburi era piovuta più diossina di quanta ne è stata misurata dopo il disastro di Seveso. Arpa Puglia certificò quella diossina come proveniente dagli elettrofiltri dell'Ilva”, scrivono i genitori.

Le due scuole vicino alle collinette ecologiche

Senza ottenere risposte chiare da Arpa, Asl e ministero dell’Ambiente, il sindaco ha quindi deciso la chiusura temporanea di due scuole del rione Tamburi (circa 700 alunni che ora dovranno essere spostati) perchè troppo vicine alle collinette ecologiche sequestrate dalla procura qualche settimana fa. Quelle collinette, costruite negli anni ‘70, avrebbero dovuto creare una barriera tra l’allora Italsider e le case del rione Tamburi, mitigando gli effetti dell’inquinamento. In realtà lo hanno aggravato, perché sono diventate una discarica di rifiuti pericolosi. Intanto, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dato mandato ad Ispra di verificare i dati diffusi da Arpa. Secondo il coordinatore dei Verdi, Angelo Bonelli, si tratta di un atteggiamento “sconcertante”: il ministro, tra l’altro, ha consentito che ad Arcelor Mittal “fosse confermata” quell’immunità penale e civile voluta da Renzi, sottolinea Bonelli.

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