Il padre di Di Maio: "Chiedo scusa per gli errori, mio figlio non sapeva niente"

I titoli delle 17 di Sky TG24 del 3 dicembre

3' di lettura

In un video pubblicato su Facebook il padre del vicepremier ammette di aver assunto in nero alcuni operai e di aver lasciato alcuni rifiuti nei propri terreni. Ma ribadisce l'estraneità del leader M5s. Il leader del M5S: "Ci ha messo la faccia, ora finiamola"

Luigi Di Maio non era a conoscenza dei lavoratori impiegati in nero nell'azienda del papà, “non sapeva nulla”, e “non ha la minima colpa”. Antonio Di Maio, padre del vicepremier, interviene con un video di 5 minuti pubblicato su Facebook in cui ribadisce l’estraneità del figlio alle vicende delle assunzioni in nero nella propria azienda e dei presunti abusi edilizi nel terreno di proprietà della famiglia. Il padre del leader M5s ammette di aver utilizzato lavoratori in nero, e chiede scusa "alla famiglia" e "agli operai". E su quanto emerso dall'inchiesta delle Iene sul fatto che non è mai stato dirigente dell'azienda di cui è proprietario, intestata prima alla moglie e poi ai figli, afferma: "Non esiste nessuna elusione fraudolenta" per sottrarsi ai debiti con Equitalia.

"Cercano di attaccare mio figlio ma non ha la minima colpa"

“Questa volta Facebook lo uso io", esordisce Antonio Di Maio nel video descrivendosi “emozionato”, per prendere posizione in prima persona "per parlare di una vicenda che ormai è sotto i riflettori". Antonio Di Maio si presenta come "semplicemente un piccolo imprenditore", che, riconosce, "ha commesso degli errori".  Chiede scusa “alla famiglia, agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa". E al figlio, "che stanno cercando di attaccare ma, come ho già detto, lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla".

"Nessuna elusione fraudolenta"

Parlando del servizio mandato in onda domenica sera dalle Iene, “non esiste nessuna elusione fraudolenta”, afferma Antonio Di Maio. “Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare. Questi avevano bloccato l'attività di impresa per cui non vi era altra strada che chiuderla - ha spiegato - non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori, tanto è vero che, 4 anni dopo, nel 2010, Equitalia Polis Spa agente della riscossione per la provincia di Napoli iscrive ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella". Sui sequestri effettuati a Mariglianella dai vigili urbani, di tre piazzole con rifiuti nel terreno di comproprietà del papà del vicepremier, aggiunge: "Ammetto che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile e altre cose. Ma essendo la mia proprietà privata non pensavo che questo potesse essere addirittura un reato ambientale. Anche in questo caso, se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità".

"Conosco mio figlio, andrà avanti"

Antonio Di Maio si descrive come piccolo imprenditore ma anche come padre, e in questa veste afferma parlando del figlio vicepremier: “Non potendo attaccare l'onestà, la trasparenza e il coraggio di Luigi, ecco che sono partiti attacchi spropositati contro la sua famiglia pur di screditarlo”. E poi: "Posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, ma non perché è mio figlio, ma perché credo che stia facendo il bene di questo Paese, contro tutto e contro tutti", conclude il padre del vicepremier.

Di Maio: "Ora finiamola"

Sulla polemica è intervenuto anche lo stesso Luigi Di Maio: "Non sapevo che stare in piscina in pvc fosse un reato, io non ho mai detto che quella era una stalla. Oggi mio padre si è preso le sue responsabilità e ci ha messo la faccia. Io metto in liquidazione l'azienda, adesso però possiamo anche finirla qui. Adesso è il momento di mettersi al lavoro".

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