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La videolettera di Riccardo Bocca a Nello Musumeci

2' di lettura

Il presidente della Regione Siciliana ha, con la sua Giunta, deciso il cambio ai vertici delle Asl e degli ospedali isolani. Un cambiamento che in molti speravano determinant e che, invece, è diventato l’ennesimo spunto per perplessità e conflitti

Le lunghe liste d’attesa negli ospedali pubblici e le costose cure mediche nel settore privato hanno determinato una riduzione del numero di italiani che vanno dal medico e che, quindi, preferiscono non curarsi. Questo è stato il tema al centro della nuova puntata di "Hashtag24, l'attualità condivisa", la trasmissione ideata e condotta dal vicedirettore di Sky TG24, Riccardo Bocca. 

Ospiti dell'undicesima puntata sono stati: Vittoria Buratta, direttore Istat delle statistiche demo-sociali e del censimento popolazione; il dottor Nino Cartabellotta, specialista in medicina interna, analista del sistema sanitario nazionale e presidente Fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) e Giovanni Leoni, vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici. Al termine della puntata Riccardo Bocca ha inviato una videolettera al presidente della presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

La videolettera di Riccardo Bocca

Carissimo Nello Musumeci, le invio questa videolettera perché lei da un anno è presidente della Regione Siciliana, e in quanto tale ha determinato in queste settimane con la sua Giunta il cambio ai vertici delle Asl e degli ospedali isolani. Un cambiamento che in molti speravano profondo, determinante, in consistente rottura con le vecchie logiche e strategie, e che invece è diventato l’ennesimo spunto per perplessità e conflitti.

La solita storia della battaglia tra chi comanda e chi sta all’opposizione, si potrebbe pensare. “La Regione Siciliana”, hanno contestato i 5Stelle, “ha piegato la legge dello Stato ai desiderata del suo presidente e del suo assessore alla sanità”. Mentre dall’altro fronte si è ribattuto sottolineando il totale cambiamento avvenuto anche nel rispetto di regole che escludono legami con figure opache o presenza di condanne e procedimenti in corso.

Il tempo dirà chi aveva ragione. Di certo, caro Musumeci, al comando delle strutture della sanità siciliana non sono arrivati fuoriclasse provenienti dal resto d’Italia o cervelli in fuga recuperati miracolosamente, come auspicato, ma personaggi tutti locali e tutti noti: non soltanto per le loro qualità professionali, delle quali qui nessuno intende dubitare, quanto per i tanti incarichi già ricoperti in Sicilia e - secondo appunto l’opposizione e parte della stampa - prossimi a nomi illustri del consueto potere.

E’ la strada giusta per garantire discontinuità?



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