Papa: "I poveri piangono mentre pochi banchettano. Ascoltare il grido dei migranti"

Cronaca
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Il monito del Pontefice nell’omelia della messa per la Giornata Mondiale dei Poveri: “Davanti alla dignità umana calpestata il cristiano non sta a braccia conserte”. Poi invita ad uscire dalla autoreferenzialità che “zavorra la vita e dal vivacchiare indisturbati”

Il grido dei poveri è "il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L'ingiustizia è la radice perversa della povertà. Il grido dei poveri diventa ogni giorno più forte, ma ogni giorno meno ascoltato, sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi". Lo ha detto il Papa (LO SPECIALE) nell'omelia della messa della Giornata Mondiale dei Poveri. “Essere dalla parte dei poveri non è una scelta, una opzione, ne' la moda di un pontificato: per la Chiesa deve essere un'esigenza” ha sottolineato il Pontefice che oggi, dopo l'Angelus in Piazza San Pietro, pranza con tremila poveri nell'Aula Paolo VI.

Papa: "Ascoltare il grido dei migranti senza la certezza di un approdo"

Durante l’omelia il Papa ha voluto dare voce, tra i poveri, al grido dei migranti. "Chiediamo la grazia di ascoltare il grido di chi vive in acque burrascose. Il grido dei poveri: è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. E' il grido di anziani scartati e lasciati soli. E' il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo”.

Papa: "Davanti alla dignità calpestata non restare a braccia conserte”

Francesco ha poi richiamato all’azione. "Davanti alla dignità umana calpestata spesso si rimane a braccia conserte oppure si aprono le braccia, impotenti di fronte all'oscura forza del male. Ma il cristiano non può stare a braccia conserte, indifferente, o a braccia aperte, fatalista, no”. E ancora: "Abbiamo occhi per vedere, orecchie per sentire, mani tese per aiutare? Cristo ci chiede di riconoscerlo in chi ha fame e sete, è forestiero e spogliato di dignità, malato e carcerato. Il Signore tende la mano: è un gesto gratuito, non dovuto. E' così che si fa. Guardiamo alle nostre giornate: tra le molte cose, facciamo qualcosa di gratuito, qualcosa per chi non ha da contraccambiare? Quella sarà la nostra mano tesa, la nostra vera ricchezza in cielo".

Papa: "Autoreferenzialità una zavorra, basta vivacchiare nell’ozio"

Il Papa si è poi rivolto ai cristiani invitandoli ad uscire dalla autoreferenzialità che "zavorra" e dal "vivacchiare" indisturbati. "Destaci, Signore - ha pregato il pontefice -, dalla calma oziosa, dalla quieta bonaccia dei nostri porti sicuri. Slegaci dagli ormeggi dell'autoreferenzialità che zavorra la vita, liberaci dalla ricerca dei nostri successi. Insegnaci, Signore, a saper lasciare per impostare la rotta della vita sulla tua: verso Dio e verso il prossimo”.

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