Donazione midollo per il piccolo Alessandro Maria, Italia si mobilita

Cronaca
La coda dei donatori a Milano (Fotogramma)
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Da Napoli a Milano, in tutte le Regioni, sono centinaia i donatori accorsi per aiutare il bimbo di 18 mesi affetto da Hlh (linfoistiocitosi emofagocitica). Al momento è sottoposto a una terapia sperimentale a Londra

Una solidarietà che coinvolge tutta l’Italia tanto da essere ribattezzata come uno “tsunami”. A scegliere questa definizione è il padre del piccolo Alessandro Maria Montresor, il bimbo di 18 mesi che cerca un donatore per un trapianto di midollo. Sono centinaia in ogni regione i giovani che hanno partecipato alle iniziative organizzate, o che spontaneamente si sono informati su come iscriversi al registro dei donatori (FOTO). Una gara di solidarietà da Milano, dove già il 24 ottobre si è registrato un afflusso massiccio, a Napoli, che deve continuare, sottolinea Pietro Montresor, per Alessandro ma anche per tutti gli altri pazienti.

In tutte le Regioni centinaia di richieste

A fare il punto sulla mobilitazione è la presidente dell'Admo Rita Malavolta. "È presto per dare dei numeri precisi, ma sappiamo - spiega - che in tutte le Regioni oggi ci sono state centinaia di richieste. In Emilia Romagna, ad esempio, in 200 si sono iscritti e altrettanti hanno chiamato per avere informazioni. L'ordine di grandezza è questo ovunque. Se si pensa che in tutto lo scorso anno ci sono state 29mila iscrizioni, si capisce che c'è una forte impennata". "Ogni anno", ricorda, "in Italia servono circa 2mila trapianti, per lo più a bambini".

Forse alcune sacche compatibili

Lo stesso appello è stato ribadito da Pietro Montresor che ha ricordato come, anche se sono arrivate alcune notizie di sacche che potrebbero essere compatibili, la ricerca continua. A dare la notizia della possibilità di una sacca da una donazione di cordone è stato, il 24 ottobre, un comunicato del Centro nazionale trapianti, del Centro nazionale sangue e del registro nazionale italiano Ibmdr. "Se è vero è comunque un risultato preliminare, serviranno altri esami prima di sapere se c'è compatibilità", ribadisce il papà di Alessandro.   

La malattia di Alessandro Maria e la ricerca del donatore

Nato a Londra da papà veronese e mamma napoletana, Alessandro non ha ancora trovato nei registri mondiali dei donatori di midollo alcuna compatibilità con il raro antigene di cui è portatore. Il piccolo è affetto da Hlh (linfoistiocitosi emofagocitica): una malattia genetica molto rara che priva chi ne soffre della perforina, la proteina che consente al sistema immunitario di identificare e combattere batteri e virus. Al momento Alessandro è sottoposto a una terapia sperimentale a Londra, ma gli effetti sono destinati a scemare e solo un trapianto può salvare il bimbo. 

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