Viadotti A24 e A25, il ministero: Strada dei Parchi limiti il traffico

Cronaca

Tensione tra Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade abruzzesi e laziali, e il ministero dei Trasporti che denuncia un non "adeguato standard di sicurezza". Ad della società risponde: "Progetti bloccati per mancanza di fondi statali, ministro non ci riceve"

Limitare il traffico sui viadotti della A24 e A25 che collegano Abruzzo e Lazio: mancano standard di sicurezza adeguati. Questo quanto si legge nella relazione del ministero dei Trasporti che chiede a Strada dei Parchi, la concessionaria delle autostrade laziali e abruzzesi, di alleggerire il traffico su quel tratto. Le A24 e A25 sono caratterizzate dalla presenza di 153 ponti e viadotti: di questi ultimi, sono 13 gli "osservati speciali" per il degrado del calcestruzzo e del ferro, sulla sicurezza dei quali è scattato l'allarme dopo le denunce di cittadini, associazioni e delle stesse istituzioni (gli aggiornamenti). 

"Progetti bloccati, mancano i fondi statali"

All'allarme lanciato dal Mit, Cesare Ramadori, ad di Strada Parchi Spa, risponde così: "Quello che so, lo so dai giornali visto che con non riesco a parlare con il ministero, che non ci riceve". E precisa: "Nonostante la mia richiesta di poter incontrare il ministro Toninelli, inviata il 4 ottobre, ad oggi ancora non ho ricevuto risposta". In più, la Direzione generale non emette i decreti dei progetti perché, dice Ramadori, "mancano i contributi statali necessari a coprire l'importo dei progetti". Da qui la diffida fatta dall'ad che sottolinea: "Se si riesce ad avere l'approvazione dei progetti, Sdp può farsi finanziare dalle banche, altrimenti ad un certo momento si dovranno fermare i lavori per mancanza di fondi". Sullo stato delle infrastrutture, Ramadori ammette che "un po' di degrado c'è" e fa sapere che i tecnici stanno effettuando operazioni di disgaggio, per mettere in sicurezza pareti rocciose con rischi di distacco. 

In 6 mesi 54 gallerie da adeguare 

Nella relazione tecnica sull'Autostrada dei Parchi a firma del Mit si sottolinea che "è verosimile l'ipotesi che al primo maggio 2019 le autostrade A24 e A25 non saranno in regola", con l'obbligo di adeguare entro il 30 aprile le 54 gallerie, considerando che "l'esecuzione dei lavori non sia compatibile con il tempo residuo". Intanto, per una serie di accertamenti tecnici a un viadotto autostradale sovrastante i binari, dalle 10.55 la  circolazione ferroviaria è sospesa, fra Anversa e Cocullo, sulla linea Sulmona-Avezzano. Lo rende noto Rfi riferendo della richiesta di  intervento dei tecnici del concessionario autostradale.

Limitare il traffico pesante sulle A24 e A25

Della A24 e A25 a preoccupare è sia "il decadimento manutentivo" sia "l'incremento dei carichi di esercizio rispetto all'epoca di costruzione" elementi che insieme non sono in grado di dimostrare "il raggiungimento di un adeguato standard di sicurezza con il regolare transito della  circolazione". In particolare, si legge nel testo della relazione, "le verifiche di sicurezza strutturali eseguite, sia sulle pile che sui viadotti, hanno restituito risultati molto esigui in termini di coefficiente di sicurezza". 

Sicurezza inadeguata

A breve il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli invierà una lettera a Strada dei Parchi in cui saranno ricalcati i contenuti della relazione con l'invito a limitare il traffico. Nel documento si chiede alla concessionaria di "individuare le condizioni di traffico che si possono esercitare sulle opere, in condizioni di sicurezza. Particolare attenzione dovrà essere posta nella regolamentazione del traffico dei veicoli pesanti, che come dimostrato nelle verifiche di sicurezza, inducono sollecitazioni critiche specialmente agli impalcati e alle solette".

Richieste a Strada dei Parchi

Il Mit chiede dunque a Strada dei Parchi di effettuare "prove di carico su scala reale (almeno su un viadotto di quelli ispezionati) al fine di accertare lo stato tensionale indotto nelle strutture esistenti dai carichi di esercizio". Inoltre Strada dei Parchi dovrà monitorare "le deformazioni degli impalcati sotto l'azione dei carichi di esercizio, definendo le soglie di allerta che precludono allo stato limite di esercizio dell'infrastrutture". 

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