Migranti, in 70 sbarcano a Lampedusa. No di Malta a prestare soccorso

Foto d'archivio Ansa
2' di lettura

A dare la notizia del salvataggio è stata l’organizzazione umanitaria Mediterranea. Sembra che la Guardia costiera avesse indicato di rivolgersi a La Valletta per le operazioni di soccorso, ma i maltesi avrebbero detto di non avere imbarcazioni disponibili

"70 vite salvate dalla Guardia costiera italiana e al sicuro nel porto di Lampedusa. Siamo felici di apprendere che, dopo una notte di monitoraggio e segnalazioni, queste persone siano in salvo in Italia". Con un tweet pubblicato nella notte, l’organizzazione umanitaria Mediterranea ha annunciato l’arrivo di un gruppo di migranti nell’isola siciliana, dopo che il loro gommone era stato avvistato dalla nave Mare Jonio a circa 18 miglia dalla costa. Sembra che in un primo momento la Guardia costiera avesse indicato di rivolgersi a Malta per le operazioni di soccorso, ma La Valletta avrebbe detto di non avere imbarcazioni disponibili per il salvataggio (LO SPECIALE MIGRANTI).

Tra i migranti soccorsi molte donne e minori

I 70 migranti soccorsi sono di origine eritrea, siriana e ghanese e sono per la maggior parte minori e donne. Subito visitati sul molo dal dottor Pietro Bartolo (il medico dei migranti sull'isola), sono poi stati accompagnati all'interno del centro di accoglienza hot spot di Lampedusa. A bordo anche due bambini, arrivati in buone condizioni con le rispettive madri. La traversata, secondo le prime informazioni, è durata oltre 35 ore e si è conclusa alle 3 del mattino. L'imbarcazione utilizzata dai migranti era lunga circa otto metri, aveva il fondo quasi piatto e una bassa linea di galleggiamento.

Il ruolo di Malta

A contattare la centrale operativa della Guardia Costiera Italiana è stata la nave Mare Ionio, di Mediterranea, dopo aver ricevuto un messaggio di allerta da Malta per l’imbarcazione ferma a 18 miglia da Lampedusa con diversi migranti a bordo. In un primo momento sembra però che le autorità italiane abbiano dato indicazione di fare riferimento per le operazioni di soccorso a La Valletta, "essendo  Malta l'autorità coordinatrice e responsabile delle operazioni di ricerca e soccorso in quell'area". Ma i maltesi avrebbero detto di non avere navi disponibili per il salvataggio. Da qui l'intervento della Guardia costiera italiana.

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