Genova, Federico in zona rossa con 130 kg di focaccia: porto felicità

Federico Steri con i vigili del fuoco al lavoro sotto il ponte e con il governatore Toti e il sindaco Bucci
3' di lettura

Il 51enne genovese, dopo il crollo del ponte Morandi, ha deciso di rinunciare alle ferie e darsi da fare per aiutare i suoi concittadini consegnando ogni giorno focaccia a soccorritori e operai. I vigili del fuoco: “Ci hai regalato dell’acqua nel deserto”

“La focaccia a Genova è un po’ come il caffè a Napoli. Un simbolo e un vizio. Un’abitudine italiana che è anche un momento di stacco, una pausa”. Per questo motivo Federico Steri, genovese di 51 anni, ha deciso di consegnare proprio la focaccia a tutti i soccorritori al lavoro nella zona rossa nei giorni successivi al crollo del ponte Morandi. Lo ha fatto rinunciando alle ferie - lavora alla Asl - perchè "come cittadino mi sentivo in dovere di fare qualcosa”, spiega a Sky TG24 (IL CROLLO DEL PONTE - FUNERALI - FOTO - VIDEO).

130 chili distribuiti

Il 14 agosto Federico era a casa e ha saputo del crollo del ponte Morandi dai notiziari. Ha deciso di attivarsi subito: “Nel pomeriggio sono andato da tutti i fornai che conoscevo a chiedere se fossero disponibili a regalarmi della focaccia da portare nella zona rossa”, racconta. Il giorno dopo, alle 6 del mattino, ha fatto il giro dei panettieri e ha raccolto 10 chili di focaccia. I giorni successivi sono diventati 30 e poi 50. In totale saranno 130 chili in tutta la settimana.

La focaccia apre tutte le porte

“È una cosa banale, ma utile. A Genova con una focaccia doni un po’ di felicità”, racconta. Il primo giorno ha portato le focacce al campo della Croce Rossa, dal secondo direttamente nella zona rossa, fino alle gru al lavoro sotto il ponte. “Ai posti di blocco dicevo che dovevo consegnare la focaccia e questo mi ha aperto le porte. Si sono resi tutti disponibili”, spiega.

I vigili del fuoco: “Ci hai regalato un attimo di felicità”

Dopo i primi giorni, lo conoscevano tutti: poliziotti, vigili urbani, vigili del fuoco e anche gli operai al lavoro nel letto del fiume Polcevera. “Sono andato da chi si sporcava le mani. Quando arrivavo dicevano: c’è quello della focaccia. Sembrava che mi aspettassero la mattina”. In particolare, ricorda alcuni vigili del fuoco che gli hanno detto: “Ci hai regalato dell’acqua nel deserto, un attimo di felicità”.

Rientra al lavoro ma non rinuncia alle consegne

Finiti i giorni di ferie, lunedì 20 agosto è dovuto tornare al lavoro. “Avevo lanciato un appello su Facebook per trovare qualcuno che mi sostituisse”. Ma non ce ne è stato bisogno. La Asl infatti gli ha dato il permesso di cambiare i suoi orari, entrando più tardi per poter consegnare la focaccia al mattino.

I ringraziamenti

Federico da domani non farà più le sue consegne “perché ormai nella zona rossa rimangono poche persone, stanno smantellando tutto”. Oggi ha incontrato il sindaco Bucci e il presidente della Regione Toti, che lo hanno ringraziato anche su Facebook. “Il messaggio che volevo far passasse è che ognuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa di utile per gli altri”, dice Federico. Un ringraziamento particolare, però, lo vuole rivolgere a tutti i fornai che gli hanno donato la focaccia: senza di loro, sottolinea, il suo “piccolo gesto” non sarebbe stato possibile.

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