Terremoto Molise, Borrelli: "Non si escludono scosse ancora più forti"

Cronaca
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Il capo della Protezione civile fa il punto con le autorità locali dopo le continue scosse: “Non possiamo escluderne altre, regoliamoci di conseguenza”. La Regione si dice pronta a chiedere stato emergenza. Preoccupa serbatoio dell’acqua a Montecilfone

In Molise potrebbero registrarsi scosse di terremoto più forti di quelle che, da giorni, interessano la provincia di Campobasso. A dirlo è Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale. “C’è il terremoto, il terremoto non è prevedibile, ci sono queste scosse, gli esperti dicono che è aumentata la probabilità che ci possa essere una scossa ancora più forte, regoliamoci di conseguenza. Questo è il messaggio che deve passare”, ha dichiarato.

“Non possiamo escludere ulteriori scosse, anche più forti”

Un concetto, ribadito ora al Coc Montecilfone, che Borrelli aveva già espresso due giorni fa in Prefettura a Campobasso. “Non possiamo escludere ulteriori scosse, anche di più elevata intensità”, aveva detto. E ancora: “Bisogna tenere la massima attenzione anche da parte dei cittadini. Quelli che non si sentono sicuri nelle proprie abitazioni possono rivolgersi ai Comuni nei punti di assistenza”.

Si chiederà al Cdm stato di emergenza

A Montecilfone Borrelli, per fare il punto sull'emergenza terremoto, ha incontrato il sindaco Franco Pallotta, il governatore del Molise Donato Toma, il prefetto di Campobasso Maria Guia Federico, i tecnici. Ha annunciato che il presidente della Regione “sta preparando la relazione per la richiesta dello stato di emergenza”. Appena pronta, ha aggiunto Borrelli, la presenterà al Consiglio dei ministri.

Oltre 200 scosse dal 14 agosto

Nella zona del medio e basso Molise, da giorni, si registrano numerose scosse. Dal 14 agosto, i terremoti localizzati nell’area in provincia di Campobasso sono oltre 200. Il più forte è stato alle 20.19 del 16 agosto, con magnitudo 5.1.

Preoccupa lo stato del serbatoio dell’acqua di Montecilfone

Oltre ad alcune case lesionate dalle ultime scosse, a Montecilfone a preoccupare è lo stato del serbatoio dell'acqua: una struttura alta quasi trenta metri. “Il grado di sicurezza attuale, di fronte a un evento sismico di intensità pari o superiore a quelli precedenti, è molto basso, tale da non poter garantire l'incolumità pubblica. Il rischio di collasso del manufatto, in caso di sisma, è molto elevato”, ha scritto in una relazione l’ingegnere Giovanni Di Iorio. Secondo il parere del tecnico, “è indispensabile l'abbattimento al fine di garantire la pubblica incolumità”. Ricevuta la relazione, il sindaco di Montecilfone ha emesso una ordinanza per la demolizione del serbatoio.

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