Piena del Raganello, Protezione civile: "L'allerta è stata ignorata"

Cronaca
Foto: Ansa

Proseguono le polemiche dopo la tragedia che ha provocato la morte di 10 persone nel Pollino cosentino. Sequestrata l'area nel comune di Civita. Papa Francesco: "Il mio pensiero alle vittime". Cosa prevede il regolamento per accedere alle Gole

"Un'altra tragedia che non doveva esserci. C'era un'allerta gialla che è stata ignorata". Queste le parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli dopo la tragedia del Pollino cosentino, dove 10 escursionisti sono morti sorpresi dalla piena del torrente Raganello, gonfiato dal maltempo e da una bomba d'acqua. Secondo il sindaco di Civita, però, "mai nessun cittadino e/o associazione hanno segnalato situazioni di pericolo all'interno delle gole del Raganello". L'area nel territorio del suo comune è stata sequestrata: un provvedimento disposto dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Sulle indagini in corso ha parlato il prefetto di Cosenza: "Siamo in una fase istruttoria di acquisizione della documentazione per renderci conto di cosa c'era, se c'era e non è stata messa in pratica oppure non c'era per niente". Un pensiero alla tragedia anche da parte di Papa Francesco: "Vicino alle vittime e alle loro famiglie".

Borrelli: sottovalutato il rischio

Angelo Borrelli ha parlato dei rischi molto alti a cui è esposta la zona in questione: "Sono previste anche esondazioni improvvise e la Calabria, in questo senso, è particolarmente predisposta". Il capo della Protezione civile si è detto anche convinto della "necessità di migliorare in futuro l'organizzazione statale per evitare esposizioni a rischio e la sensibilità in questo senso della popolazione. Nel caso delle Gole del Raganello, infatti, c’è stata una sottovalutazione del rischio da parte degli escursionisti che si trovavano nelle Gole". (COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO PER ACCEDERE ALLE GOLE)

Sindaco di Civita: nessuno ha mai segnalato situazioni di pericolo 

"Mai nessun cittadino e/o associazione hanno segnalato situazioni di pericolo all'interno delle gole del Raganello". A dirlo è il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, in riferimento a prese di posizione di persone, anche del luogo, su presunte segnalazioni di pericolo o ordinanze da fare nell'area del disastro di lunedì scorso costato la vita a dieci persone. "Tant'è che in ogni caso - ha aggiunto Tocci - vista la lunghezza e la molteplicità di accessi all'area da più parti e di più Comuni non se ne potrebbero spiegare le conseguenze".

Prefetto di Cosenza: "Siamo in fase di acquisizione documenti"

Sul percorso delle indagini per accertare eventuali responsabilità, è intervenuto il prefetto di Cosenza, Paola Galeone: "Siamo in una fase istruttoria di acquisizione della documentazione per renderci conto di cosa c'era, se c'era e non è stata messa in pratica o non c'era per niente. Consentiteci di acquisire questi dati, dopo di che procederemo per un futuro sicuramente migliore. Le responsabilità per quanto accaduto fanno parte di un fascicolo già aperto che andrà avanti. Possiamo dire che il passato spetta alla Procura e il futuro spetta a noi". Poi aggiunge: "Vogliamo che il turismo continui in quest'area, in sicurezza. È l'impegno che ha preso il governo delegando anche il Prefetto con tutta la sua rete".

Papa Francesco: "Vicino alle vittime, alle famiglie e ai feriti"

Anche Papa Francesco ha voluto esprimere un pensiero di vicinanza alle vittime del torrente Raganello al termine dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI: "Nel salutare i pellegrini di lingua italiana, il mio pensiero va alla tragedia, avvenuta nei giorni scorsi in Calabria nei pressi del torrente Raganello, dove hanno perso la vita escursionisti provenienti da varie regioni d'Italia. Mentre affido alla bontà misericordiosa di Dio quanti sono drammaticamente scomparsi, esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari, come anche ai feriti".

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