Cosa prevede il regolamento per accedere alle Gole del Raganello

Cronaca
La zona delle Gole del Raganello (Ansa)
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Il Consiglio comunale di Civita, nel febbraio 2018, ha approvato il testo "Gole Sicure". Contiene divieti e obblighi per gli accessi alla zona dove sono morti dieci escursionisti. Le norme, si legge, sono state "introdotte in fase sperimentale"

Accesso consentito solo dal 10 giugno al 30 settembre, e solo in presenza di guide, indossando un casco per proteggersi da eventuali cadute. Sono queste alcune delle regole stabilite per le escursioni nel cosiddetto Canyon del Raganello (e nei percorsi acquatici), nel Parco nazionale del Pollino, dove il 20 agosto sono morti dieci escursionisti sorpresi dalla piena del torrente e da una bomba d’acqua. Il regolamento è stato approvato con delibera in Consiglio comunale a Civita (Cosenza) lo scorso febbraio. Viene definito come "il primo passo di un processo di regolamentazione che via, via, interesserà tutto il territorio", e demanda "l’organizzazione delle attività e dei divieti regolamentati nel presente atto" alla giunta. Ecco cosa prevede il testo.

Accesso consentito solo con guide e vietato a minori di 10 anni

Le regole si riferiscono a un’area che si estende per oltre 2mila ettari, sul versante Sud del Parco, dove si trova il canyon, lungo circa 12 chilometri. L’accesso alla zona è consentito solo dal 10 giugno al 30 settembre. L’area può essere percorsa solo accompagnati da guide e dopo aver pagato al Comune "un apposito pedaggio". Per le comitive e le scolaresche la visita non può essere effettuata con più di 20 persone per gruppo. A tutti i minori di 10 anni è vietato l’accesso, "per la complessità del tracciato e per le particolari condizioni climatiche". Ma tra le persone che si sono salvate dalla piena del torrente, ci sarebbe anche una bambina di 8 anni. 

Vietata la permanenza di notte

Per visitare le gole, occorre indossare un casco "per la protezione di cadute dall’alto". È poi vieto - si legge ancora nel documento - entrare nel canyon "a piedi nudi, con scarpe aperte o sandali o privi di idonee calzature". È anche vietato immergersi nelle acque e nei fiumi senza avere "idonei dispositivi di protezione individuale per le acque gelide". Inoltre, sono proibiti l’ingresso e la permanenza nel canyon di notte.

Le aree di sosta e il rispetto dell'ambiente

Per consumare pasti e spuntini, il regolamento prevede che i visitatori possano sostare solo nelle zone attrezzate e che non possano abbandonare, anche temporaneamente, "piccoli rifiuti derivanti dal consumo di pasti e/o bevande da pic-nic". Vietato anche accendere fuochi e raccogliere o asportare campioni di rocce e minerali.

Norme introdotte "in fase sperimentale"

Nel documento si precisa che "le presenti norme, introdotte in fase sperimentale dal comune di Civita, sono frutto di un lavoro che ha visto coinvolti a partire dal 2014 i comuni interessati, l’ente Parco, l’organismo gestore della Riserva e il Soccorso alpino (CNSAS)". Inoltre viene specificato che "la vigilanza sull'osservanza della presente legge e l'accertamento delle relative violazioni sono affidate al corpo dei carabinieri forestali e/o altre forze pubbliche oltre che quelle Comunali".

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