Genova, crollo ponte Morandi: la notte degli oltre 600 sfollati

3' di lettura

Le persone che hanno dovuto lasciare le proprie case stanno ricevendo assistenza al centro operativo Buranello. Da lunedì 20 agosto la consegna di un primo elenco di appartamenti disponibili per loro. Ma c'è il problema dei medicinali. GLI AGGIORNAMENTI

A seguito del crollo del ponte Morandi a Genova (LIVEBLOG - FOTO - VIDEO - LE VITTIME) c'è anche il dramma degli sfollati. Oltre 600 persone hanno trascorso la seconda notte lontano da casa. E molti di loro potrebbero non fare più ritorno nella loro abitazione.

Le testimonianze

“Guardo su e vedo proprio il ponte che si è accartocciato da un lato ed è andato giù”, racconta uno degli sfollati a Sky TG24. “La mia paura è stata quella di guardare se anche il pezzo più vicino alle case, e quindi anche alla nostra visto che siamo lì sotto, stava venendo giù. Sembra una cosa irreale e micidiale”, prosegue l'uomo. In tutto sono più di 300 i nuclei familiari costretti a evacuare dalle palazzine vicine al ponte collassato.

Il centro operativo

Gli sfollati stanno ricevendo assistenza al centro civico Buranello, unico centro operativo per il censimento di chi ha dovuto lasciare la propria casa. Qui hanno ricevuto pasti e aiuto, prima di trascorrere la notte in albergo. “Nonostante avessimo allestito un'area con delle brande qui al Buranello”, racconta l'assessore Paola Bordilli a Sky TG24, “non c'è stato bisogno di usarla perché siamo riusciti a collocare tutti nelle strutture ricettive”.

L'elenco di appartamenti

Il comune di Genova ha fatto sapere che sta mettendo a punto un elenco di appartamenti, circa 50 in questa prima fase, che saranno disponibili per affrontare l'emergenza da lunedì 20 agosto, con priorità per i nuclei familiari con anziani, minori e disabili. Presto dovrebbe poi essere diffuso pure un altro elenco di 300 appartamenti pubblici, anche se in questo caso si tratta di abitazioni che necessitano di interventi di manutenzione da finanziare tramite richiesta del governo.

Il problema dei medicinali

Diversi gruppi di sfollati hanno chiesto di poter rientrare nelle abitazioni abbandonate per prendere medicine destinate soprattutto alle persone anziane e effetti personali, ma per motivi di sicurezza nessuno potrà farlo direttamente. “Mio suocero - ha raccontato una donna - ha necessità di medicine che sono difficili da reperire soprattutto in questo periodo festivo; è anziano e con gravi problemi di salute e le sue medicine sono rimaste in casa”. Saranno i vigili del fuoco a entrare nelle case a rischio crollo per prendere medicinali e materiali urgenti mentre nelle case non a rischio diretto di crollo accompagneranno i cittadini a ritirare i propri effetti personali.

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