Migranti, sono 18.300 i minori non accompagnati presenti in Italia

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Le cifre relative al 2017 sono state diffuse da Save The Children in vista della Giornata Mondiale del Rifugiato che si tiene il 20 giugno. La metà dei bambini si trova in Sicilia, 2400 gli irreperibili

Sono 18.300 i minori stranieri non accompagnati presenti all'interno del sistema di accoglienza italiano alla fine del 2017. Quasi la metà di questi per ora vive in Sicilia e solo il 3% viene data in affido. Oltre 1.200 di loro hanno meno di 14 anni. Sono alcuni dei numeri diffusi da Save The Children in vista della Giornata mondiale del Rifugiato del 20 giugno, attraverso l'Atlante sui minori migranti dal titolo "Crescere lontano da casa". Il report è stato presentato a Milano presso l'Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo.

I numeri dei minori migranti

I minori stranieri non accompagnati rappresentano una presenza costante e significativa sul totale degli arrivi dei migranti via mare in Italia, con una percentuale superiore al 13% nel 2016 e 2017, salita fino al 15% nel 2018 (2.171 su 14.330 persone sbarcate fino all'11 giugno 2018). L'83,7% dei minori presenti in Italia ha 16 e 17 anni. I minori sotto i 14 anni sono 1.229, pari al 6,7% dei presenti, di cui 116 (0,6%) hanno meno di 6 anni. Le ragazze presenti sono 1.247 (6,8% del totale) provenienti per il 60% da soli due Paesi, Nigeria ed Eritrea, ed esposte al rischio di tratta e violenza sessuale. Fra queste, 191 sono ancora bambine che raggiungono al massimo i 14 anni (15% del totale delle ragazze ospitate).  

Gli irreperibili

Ci sono poi gli irreperibili, quei minori per i quali è stato segnalato dalle autorità competenti un allontanamento dalle strutture che li ospitavano. Una categoria a rischio tratta, con bambini spesso sfruttati nei campi, nei cantieri o avviati alla prostituzione. Al 31 dicembre 2017 gli irreperibili totali registrati dall'indagine erano 5.828, in calo rispetto ai 6.561 registrati alla stessa data del 2016. Si tratta comunque di un numero molto alto, anche in considerazione della sensibile riduzione degli arrivi via mare. Nel solo 2017, invece, si sono resi irreperibili 2.440 dei 15.779 minori giunti senza figure di riferimento nel corso dell'anno.

Dove sono i minori migranti

Il 43% dei minori migranti che arrivano in Italia è ospitato a una sola regione, la Sicilia. Seguono Calabria (1.443 pari al 7,9%), Lombardia (1.216 pari al 6,6%), Lazio (1.049 pari al 5,7%), Emilia Romagna (1.017 pari al 5,6%). In totale, 9 minori su 10 sono ospitati in strutture di accoglienza e solo una parte residuale (il 3,1%) viene affidata a famiglie. La regione più attiva per gli affidi è l'Emilia Romagna, che ha messo in atto 40 provvedimenti. Seguono Veneto e Piemonte. Quasi 1 su 3 (il 30,6%, pari a 5.605 minori) si trova in strutture di prima accoglienza, mentre la maggioranza (il 60,2%, pari a 11.022) è ospitata in strutture di seconda accoglienza. Quasi la metà dei minori accolti (il 48,7%) proviene da soli cinque Paesi: Gambia (2202, 12%), Egitto (1807, 9,9%), Guinea (1752, 9,6%), Albania (1677, 9,6%) ed Eritrea (1459, 8%)

Le richieste d'asilo dei minori

In tutta Europa le richieste d'asilo da parte dei minori stranieri non accompagnati nel 2017 hanno registrato un calo del 50% rispetto al 2016. In Italia invece sono aumentate del 65%: 9.945 rispetto alle 6.020 del 2016. Queste richieste costituiscono il 31,3% di tutte quelle inviate in Europa. Secondo Save The Children, l'Europa non ha saputo dare una risposta ai minori migranti, che spesso si rendono irreperibili per muoversi nell'Unione. Anche la procedura di relocation, che prevedeva la ridistribuzione in sicurezza dei richiedenti asilo di alcune nazionalità tra gli Stati Membri della Comunità Europea è stata sospesa il 26 settembre del 2017. Al 7 marzo 2018 solo 222 minori non accompagnati risultano essere stati ricollocati dall'Italia, di cui 174 già trasferiti in altri Paesi europei e altri 48 in attesa di trasferimento. Altri 106 hanno concluso la procedura di ammissione e attendono la risposta di uno Stato europeo.

Violenze durante il viaggio

"Da tempo denunciamo ripetutamente le condizioni di vulnerabilità di questi bambini e adolescenti, raccogliendo nei porti di sbarco le loro terribili testimonianze sulle violenze compiute dai trafficanti lungo tutto il percorso e la permanenza in Libia. Anche oggi di fronte alle persone che continuano a rischiare la loro vita nel Mediterraneo e agli ostacoli frapposti ai soccorsi, l'Europa non trova una voce comune in difesa dei diritti in particolare di chi è più vulnerabile, preoccupandosi invece di rafforzare le proprie frontiere", ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save The Children Italia, durante la presentazione del documento.

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