Velisti dispersi, la figlia di Fogar: non sospendete le ricerche

Cronaca

La figlia del celebre navigatore ha lanciato un appello affinchè si prosegua nella ricerca dei due due skipper Aldo Revello e Antonio Voinea, dispersi dopo il naufragio della Bright nell'Atlantico. Soldini: "Mi rifiuto di perdere le speranze"

Francesca Fogar, figlia del celebre navigatore Ambrogio Fogar, ha lanciato un appello affinché non vengano sospese le ricerche dei due velisti Aldo Revello e Antonio Voinea, dispersi dopo il naufragio della Bright nell'Atlantico. Nel frattempo, due gruppi del Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno stimato che i due skipper potrebbero trovarsi in un'area lunga 250 chilometri e larga appena 20, compresa tra le isole Azzorre a est e Madeira a ovest.

L'appello della Fogar

Il navigatore Ambrogio Fogar tornò a casa nel 1978 dopo aver trascorso 74 giorni alla deriva insieme al giornalista e amico Mauro Mancini. I due furono costretti su una zattera dopo che la loro barca, il Surprise, venne affondata da un branco di orche, al largo della costa Argentina. A raccontare la storia di Ambrogio Fogar è la figlia Francesca. "Il 2 aprile - ricorda - il miracolo insperato: un mercantile greco, casualmente fuori dalla sua rotta, li vede e li salva al largo delle Isole Falkland, nell'Atlantico del sud. Lontani quasi ottocento miglia dal punto del naufragio. Ambrogio ce la fece. Mauro no. Morì due giorni dopo il salvataggio: il più crudele e beffardo dei destini". La Fogar ricorda "la paura di una morte scampata" negli occhi del padre e la sua gioia per il fatto che fosse sopravvissuto. Ecco perché, a distanza di tanti anni, ha lanciato un appello perché non si smetta di cercare i due velisti dispersi nell'Atlantico.  "Per queste ragioni sono accanto a Rosa (Rosa Cilano, la moglie dello skipper spezzino Aldo Revello ndr). La mia voce è con la sua nel chiedere di non sospendere le ricerche. Di non sospendere la speranza. Aldo e Antonio sono là, da qualche parte, che stanno lottando come Ambrogio e Mauro. E io sono con loro. Non li abbandono. Perchè, alla fine, siamo tutti su una zattera", conclude Francesca Fogar.

Le attività di ricerca

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) sta cercando di circoscrivere la zona dove effettuare le ricerche, utilizzando risultati di modelli numerici oceanici. La zattera di salvataggio dove potrebbero essere saliti i velisti dispersi dal 2 maggio si trova probabilmente in un'area lunga 250 chilometri e larga appena 20, tra le isole Azzorre a est e Madeira a ovest. I ricercatori del Cnr hanno quindi elaborato delle immagini nella quali  vengono mostrate un'area vasta rappresentata da pallini rossi, dove la zattera senza governo e con un moderato effetto "vela" potrebbe essere stata trasportata; un'area verde che rappresenta la zona a maggiore probabilità di rinvenimento (quella di 250x20 km) e la traiettoria più probabile della zattera. Le attività di ricerca potrebbero concentrarsi proprio in queste zone, secondo gli scienziati. Nel frattempo, si stanno acquisendo ulteriori specifiche sulla tipologia di zattera, che dovrebbero consentire ai ricercatori di affinare le simulazioni.

Soldini: "Mi rifiuto di perdere le speranze"

Anche il velista Giovanni Soldini si è espresso sui due skipper dispersi dal 2 maggio nell'Atlantico. "A me sembra molto strano  che non siano riusciti a prendere la zattera gonfiabile. Mi rifiuto di perdere le speranze". Secondo il velista italiano, cercare in mezzo al mare un disperso senza poterlo localizzare, perché non emette una posizione precisa è "un'impresa titanica". Tuttavia, sostiene lo stesso Soldini, sono diversi i casi di ritrovamento di naufraghi dopo molti giorni di ricerche.

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