Comune di Genova nega il patrocinio a iniziative per il gay pride

Gli appuntamenti previsti erano il corteo contro l'omofobia del 16 giugno e la cena in piazza del 17 maggio (foto: archivio Getty Images)
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L'ufficio di gabinetto del sindaco ha confermato la decisione sia per il corteo organizzato da Liguria Rainbow per il 16 giugno che per la manifestazione "Colorata Cena" del 17 maggio

Il Comune di Genova ha negato il patrocinio a due iniziative "gay pride". L'ufficio di gabinetto del sindaco ha confermato il proprio no al corteo organizzato da Liguria Rainbow per il 16 giugno e alla manifestazione "Colorata Cena" del 17 maggio. Il sindaco del capoluogo ligure, Marco Bucci, che guida una giunta di centrodestra, aveva già ribadito la sua posizione lo scorso giugno, dopo aver vinto le elezioni: "Non daremo il patrocinio a manifestazioni che possano essere divisive". Secondo Liguria Rainbow non sarebbe stata fornita alcuna giustificazione, "d'altronde - sottolineano - meglio non esprimere nero su bianco la propria insensibilità e intolleranza". Per il Pd il no al patrocinio rappresenta un fatto "grave".

La reazione alla decisione del Comune

Per la prima volta, nel 2017, il "Genova gay pride" non aveva avuto il patrocinio della Regione, ma poteva ancora contare su quello del Comune, deciso dalla giunta precedente di centro sinistra. Ora la nuova giunta di centrodestra guidata da Marco Bucci avrebbe negato il proprio sostegno, suscitando le reazioni polemiche degli organizzatori. "Per il Comune - ha ribadito Liguria Rainbow - l'omofobia non è un tema di cui occuparsi". Dopo aver vinto le elezioni lo scorso giugno, Bucci aveva spiegato che il Comune non avrebbe patrocinato manifestazioni "divisive". "La commemorazione dei caduti della Repubblica di Salò nel novembre scorso - si chiede ancora l'associazione - non è divisiva? Il Comune era presente con un consigliere e una corona di fiori". Secondo Liguria Rainbow, "oggi Marco Bucci, il sindaco di tutti, afferma con i fatti che esistono categorie di persone che meritano il rispetto più di altre".

Per Pd grave soprattutto mancanza di motivazioni

"La cosa più grave riguardo alla scelta del sindaco Marco Bucci di negare il patrocinio alle iniziative del 'gay pride' - ha commentato il gruppo consiliare del Pd - è stata la mancanza di motivazione". Secondo i Dem, "è la prima volta che il Comune prende le distanze da questa manifestazione, che negli anni ha saputo raccogliere e portare in piazza migliaia di persone e famiglie a difesa dei diritti di tutti e contro qualsiasi tipo di emarginazione in base agli orientamenti sessuali". Netta la condanna degli esponenti di Potere al Popolo: "La giunta comunale è omofoba. La scelta di negare il patrocinio è terribile, ma la motivazione la rende ancora peggiore. Evidentemente - hanno aggiunto - i diritti civili e personali sono considerati divisivi, le manifestazioni d'odio etnico e razziale non vengono considerate tali".

Il parere positivo dell'assessore

In merito alla decisione di negare il patrocinio, l'assessore alla Cultura, marketing territoriale e politiche giovanili della giunta Bucci, Elisa Serafini ha precisato che "quella decisione non è di mia competenza e quindi ho chiesto che fosse precisato che sul patrocinio al gay pride a me potevano chiedere un parere ed era un parere positivo". L'esponente della giunta è da sempre impegnata nelle battaglie contro l'omofobia tanto che ricorda: "Ho chiesto e dato il patrocinio a un'iniziativa sull'omocausto, ho partecipato alla giornata in ricordo per le vittime della transfobia e continuo a celebrare le unioni civili". Serafini, che è iscritta all'associazione radicale Certi Diritti, per i diritti di genere, durante la campagna elettorale della scorsa primavera era stata anche attaccata dai candidati del Popolo della Famiglia.

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