Setta macrobiotica smantellata ad Ancona: adepti ridotti in schiavitù

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Il gruppo, che operava tra le Marche e l'Emilia Romagna, manipolava le vittime controllandone rigidamente l'alimentazione ed impedendo rapporti con il mondo esterno. Una di loro sarebbe arrivata a pesare 35 chili. Sono quattro gli indagati  

Manipolavano le loro vittime e le riducevano in schiavitù attraverso il rigido controllo dell'alimentazione e la negazione di ogni contatto con il mondo esterno: sono le accuse nei confronti degli appartenenti ad una setta che operava nel campo dell'alimentazione macrobiotica tra le Marche e l'Emilia Romagna, smantellata dalla Polizia. Per il momento, sono quattro le persone indagate.

La setta

Le indagini sono state condotte dalle squadre mobili di Ancona e Forlì, supportate dal Servizio centrale operativo. I quattro indagati dovranno far fronte a diverse accuse che, a vario titolo, vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ai maltrattamenti. Tra gli indagati figura anche Mario Pianesi, identificato come il guru della setta. L'uomo, secondo gli investigatori, dominava il settore dell'alimentazione macrobiotica in Italia sfruttando il lavoro degli adepti impiegati nei numerosi Centri riferibili all'associazione Un Punto Macrobiotico (Upm) sparsi sul territorio nazionale che, di fatto, organizzavano un circuito di ristorazione a costo zero. "I farmaci non curano, tolgono semplicemente i sintomi, la medicina uccide, i medici sono degli assassini" era solito ripetere agli adepti, dei quali riusciva a carpire la fiducia approfittando si condizioni psicologiche fragili a causa di problemi di salute.

 

 

L'inchiesta

L'indagine investigativa è partita all'inizio del 2013 grazie alla denuncia di una ragazza. La giovane ha raccontato ai poliziotti di aver creduto ai miracolosi benefici a lei promessi dal capo della setta, che le aveva parlato di una dieta in grado di guarire malattie incurabili. Una delle vittime era arrivata a pesare 35 chili dopo essersi sottoposta al ferreo regime alimentare impostole. Secondo quanto si è appreso, la ragazza non aveva problemi di peso, ma sarebbe stata comunque sottoposta ad un dieta da fame giungendo ad essere sottopeso.

Una bambina rimasta sorda per un'otite

Secondo quanto emerso dalle memorie difensive raccolte dagli avvocati Donatella Casini e Paolo Florio, un'altra bambina sarebbe invece rimasta sorda a causa di un'otite non curata dai genitori, che avevano scelto di non servirsi dei farmaci come imposto loro da Pianesi. Inoltre i figli degli adepti crescevano isolati dal resto della società: era loro vietato frequentare gli altri coetanei, se lo facevano il rischio era quello di esser denunciati da altri componenti della setta. Chi trasgrediva, emerge ancora dalle testimonianze, veniva umiliato e redarguito pubblicamente.

Gli altri reati

Vengono contestati anche una serie di reati di natura finanziaria per aver evaso il pagamento delle tasse per centinaia di migliaia di euro. Il guru della setta aveva infatti creato alcune società a lui riconducibili. Pianesi "pretendeva dagli 'adepti' donazioni in denaro, a suo dire, ad esempio per la realizzazione di una grande clinica dove praticare cure alternative alla medicina ufficiale: chi non riusciva a pagare subiva una sorta di processo di fronte al guru e ad altri adepti e doveva fare autocritica". Gli adepti venivano costretti a lasciare la loro attività e a lavorare di fatto gratis per l'associazione di Pianesi. L'esame dei conti bancari, spiegano gli investigatori, "ha confermato come le ingenti somme venissero, alla fine, convogliate sui conti personali e dei familiari dei principali indagati".

Data ultima modifica 14 marzo 2018 ore 20:20

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