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Regione Puglia, appalti: si dimette assessore indagato per corruzione

Filippo Caracciolo (Foto archivio Ansa)
3' di lettura

Filippo Caracciolo risulta coinvolto nell’indagine della Procura di Bari su una gara da 5,8 milioni di euro per la costruzione di una scuola. Candidato Pd alla Camera, avrebbe favorito l’azienda di un imprenditore in cambio del suo appoggio alle prossime elezioni

L'assessore all'Ambiente della Regione Puglia, Filippo Caracciolo, ha comunicato al governatore Michele Emiliano le sue dimissioni dopo la notizia che risulta indagato per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di una indagine della Procura di Bari su una gara d'appalto del valore di 5,8 milioni di euro per la costruzione di una scuola media a Corato.

Emiliano: “Caracciolo chiarirà ogni dubbio”

Caracciolo, candidato del Pd alla Camera in un collegio uninominale, ha spiegato in una nota che “tale decisione è motivata esclusivamente dall'intento di tutelare l'amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini". Intanto, il presidente della Regione Emiliano ha assegnato le sue deleghe all'assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, e ha espresso la sua "personale fiducia sul fatto" che Caracciolo "chiarirà completamente ogni dubbio sollevato dall'Autorità giudiziaria sulla sua condotta". “Non posso che apprezzare - ha aggiunto il governatore - questo gesto che contribuisce a consentire una, mi auguro, rapida conclusione delle indagini senza turbare la regolare attività della giunta regionale".

L’appalto in cambio dell’appoggio elettorale

L'indagine, nell'ambito della quale la Guardia di finanza ha perquisito l'ufficio e l'abitazione di Caracciolo, è un filone dell'inchiesta sull'Arca Puglia che il 5 dicembre scorso ha portato all'arresto dell'imprenditore Massimo Manchisi, titolare dell'impresa che sarebbe stata favorita dall'intervento dell’assessore dimissionario. Secondo l'ipotesi d'accusa, Caracciolo avrebbe indotto il presidente della commissione aggiudicatrice della gara, Donato Lamacchia, a favorire l'impresa di Manchisi, ottenendo da quest'ultimo la promessa di appoggio per le prossime elezioni.

L’indagine

La gara d'appalto che la Procura di Bari ritiene sia stata manomessa riguarda la costruzione della nuova sede della scuola media 'Giovanni XXIII' di Corato. Oltre a Caracciolo, sono indagati per corruzione e turbativa d'asta l'ex dg dell'Arca Puglia, Sabino Lupelli, già arrestato nell'indagine sulla gestione dell'ente che si occupa delle case popolari, il fratello di Manchisi, Amedeo, e Lamacchia. Il coinvolgimento di Lupelli riguarderebbe un pranzo a cui avrebbe partecipato assieme a Manchisi e Caracciolo e durante il quale si sarebbe discusso dell'appalto, la cui assegnazione è ora bloccata da un ricorso al Tar dall'impresa che si è classificata seconda. 

Gli arresti del 5 dicembre

Il 5 dicembre scorso, nell'ambito delle indagini su Arca Puglia, sono stati arrestati, oltre a Lupelli e Massimo Manchisi, anche l’imprenditore Antonio Lecce, la cancelliera della Procura di Bari Teresa Antonicelli e l’avvocato Fabio Mesto. Interdetto, invece, l’imprenditore Dante Mazzitelli. Stando alle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dal pm Savina Toscani, gli imprenditori avrebbero corrotto l'allora dg con denaro, buoni benzina e altre utilità in cambio di pratiche favorevoli. Lupelli, saputo dell'indagine a suo carico, avrebbe poi tentato di ottenere informazioni, tramite il suo legale, Mesto, dalla Antonicelli promettendole in cambio una casa popolare più grande.

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