Napoli, sei condanne per la mancata bonifica area Bagnoli

Cronaca
Un'immagine di Bagnoli (foto d'archivio)

Prima sentenza undici anni dopo l'inizio dell'inchiesta. Revocati i sigilli al sito che ospitava le ex Eternit e Italsider, sequestrato nel 2013. Tra i condannati, i vertici di "Bagnoli Futura"

Si è chiuso con sei condanne il processo per la mancata bonifica dell'area di Bagnoli, quartiere periferico di Napoli che un tempo ospitava le aziende Eternit e Italsider. I principali reati contestati sono truffa e disastro ambientale.

Condannati i vertici di "Bagnoli Futura"

La sentenza è stata emessa dalla sesta sezione del Tribunale del capoluogo partenopeo che – come scrive l'Ansa – ha disposto anche la revoca del sequestro dell'area. Tra i destinatari delle condanne, che vanno dai due ai quattro anni di reclusione, anche i vertici di "Bagnoli Futura", società che si sarebbe dovuta occupare della riconversione del sito di Bagnoli, fallita nel 2014: condannato a quattro anni di carcere Gianfranco Caligiuri, ex direttore tecnico della società; tre anni per l'ex presidente, Sabatino Santangelo, vicesindaco di Napoli anche ai tempi di Rosa Russo Iervolino, e due per Mario Hubler, all'epoca dei fatti direttore generale di "Bagnoli Futura". Le altre pene sono state comminate dal tribunale di Napoli nei confronti del dirigente Arpac Alfonso Di Nardo (tre anni), dell'ex direttore generale del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini e di Giuseppe Pulli, del dipartimento Ambiente del Comune, entrambi condannati a due anni. Al termine della sua requisitoria, il pm Stefania Buda aveva chiesto la condanna di otto imputati e l'assoluzione per sei.

La ricostruzione dell'inchiesta su Bagnoli  

La sentenza arriva a undici anni dall'inizio dell'inchiesta sulla più grande area inquinata d’Europa, come ricorda anche il "Mattino" di Napoli. I sigilli ai siti di ex Italsider ed ex Eternit erano stati poi posti nell'aprile 2013. In tutto, all'epoca, 21 persone tra ex dirigenti di "Bagnoli Futura" e di vari altri enti risultavano indagate. Nel corso del processo, alcuni degli imputati sono stati assolti o è stata dichiarata la prescrizione dei reati contestati.

Bonifica che ha incrementato l'inquinamento

Secondo la maxi-perizia di 200 pagine eseguita dal Tribunale di Napoli e presentata all'inizio dello scorso anno, la bonifica del suolo di Bagnoli, così come fu realizzata, avrebbe "compromesso la futura fruibilità dei luoghi, perlomeno di quelli a destinazione d'uso residenziale, arrivando talora a incrementare le concentrazioni inquinanti esistenti prima della riqualificazione". La vicenda si interseca con quella delle cosiddette "morti bianche". Negli anni, diverse sono state le manifestazioni dei sindacati e dell'associazione "Mai più Amianto", al fianco dei familiari delle vittime dello stabilimento Eternit di Bagnoli (oltre 550 i decessi certificati). Una di queste ebbe luogo in piazza del Plebiscito a Napoli, anche nel novembre 2014, in occasione del processo Eternit a Torino (oggi in Cassazione) e anno in cui è fallita "Bagnoli Futura".

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