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Eternit, Cassazione: processi restano spacchettati e omicidio colposo

Cronaca
Foto d'archivio (ansa)

La Corte ha dichiarato "inammissibili" i ricorsi: i processi rimangono incardinati nel capoluogo piemontese, a Vercelli, Napoli e Reggio Emilia. Confermato anche il "declassamento" dell'accusa 

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“Inammissibili”. Così la Cassazione ha dichiarato i ricorsi del pg e del pm di Torino contro lo spacchettamento dei processi per la morte di 258 persone a causa dell'amianto Eternit. I procedimenti rimangono quindi incardinati a Torino, Vercelli, Napoli e Reggio Emilia. Confermato anche il "declassamento" dell' accusa da omicidio doloso in omicidio colposo.

Difesa Schmidheiny: "Soddisfatti"

La decisione è stata accolta con soddisfazione dall’avvocato difensore di Stephan Schmidheiny, l’ex amministratore delegato di Eternit, già prescritto nel processo per disastro ambientale doloso e ora imputato per la morte di 258 persone colpite da malattie provocate dall’amianto. "Siamo soddisfatti. Avevamo eccepito l'inammissibilità dei ricorsi e la Corte ha deciso in questa direzione". "C'erano dei vizi formali", ha poi aggiunto il legale. 

Fiducia nella giustizia

"Non abbiamo ancora la motivazione ma presumo che la Corte abbia accolto la tesi del procuratore generale presso la Suprema Corte di Cassazione che ha ritenuto che nei due ricorsi, sia del procuratore della Repubblica di Torino che del procuratore generale della Corte di Appello di Torino, ci fossero degli errori e lacune di carattere tecnico redazionale", ha detto l'avvocato Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento e presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto. Secondo Bonanni, "i due ricorsi erano ben articolati e motivati anche perché redatti da due alti magistrati della pubblica accusa. Purtroppo ancora una volta una decisione della Cassazione favorevole all'ex titolare dell'Eternit e negativa per le  vittime". Il legale ricorda però che l’impegno continua, "perché il 19 dicembre il processo prosegue presso il tribunale di Torino per il reato di omicidio colposo e in quella sede ci costituiremo parte civile nell'interesse degli eredi del signor Giulio Testore, uno dei pochi casi non ancora prescritti. Manteniamo comunque la fiducia nella giustizia".

Anmil: “Ennesimo regalo a Schmidheiny”

Dello stesso tenore il commento di Massimiliano Gabrielli, legale dell'Anmil, Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro: "Quando una organizzazione imprenditoriale continua consapevolmente a far soldi sulla pelle della gente bisogna parlare di omicidi volontari, senza se e senza ma". E precisa: "Ci aspettavamo quindi che la Cassazione applicasse semplicemente la legge, senza scivolare sulle difese tecniche e fare l'ennesimo regalo al miliardario Schmidheiny".