Varese, estremisti di destra nel mirino della Digos

Cronaca
LaPresse-Neonazisti

Sotto la lente della procura di Busto Arsizio due esponenti della comunità "Do.Ra.". Il movimento nato nel 2012 è sotto accusa per "riorganizzazione del partito fascista"

Perquisizioni da parte della Digos di Varese nei confronti di militanti di estrema destra, nell’ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Busto Arsizio su una presunta riorganizzazione del disciolto partito fascista. Le persone destinatarie del provvedimento sono due esponenti del "Do.Ra. Comunità Militante dei Dodici Raggi"

Principi "nazionalsocialisti"

Il movimento, fondato nel 2012 nel Comune di Caidate (Varese), nel proprio atto costitutivo si dichiara associazione culturale apartitica e senza fini di lucro. Secondo la polizia, però, "è chiaramente ispirato ai principi del nazionalsocialismo", ed è un punto di riferimento per gli skinheads.

Simboli che richiamano il nazismo

Lo stesso simbolo adottato, un logo che riporta in primo piano la scritta in colore rosso "Do.Ra." (acronimo di Dodici Raggi), con sullo sfondo un frammento del "Sole Nero", evocherebbe "le tradizioni religiose degli antichi popoli germani", ma anche "il misticismo nazista di ispirazione himmleriana".

 

Il castello delle Ss

Del "sole nero" si ritrova traccia nel mosaico presente nel Castello di Wewelsburg. Quest'ultimo, opera settecentesca ristrutturata per volontà del gerarca nazista Heinrich Himmeler, è divenuto famoso poiché luogo di riunioni e riti segreti ed esoterici ai quali era ammessa soltanto un'élite di ufficiali delle Ss.

Le iniziative contro i partigiani

Gli investigatori indagano per fatti del 2016, quando sul Monte San Martino di Duno (Varese), poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani, una trentina di militanti di Do.Ra. ha posizionato sul terreno una "croce tiwaz" (un simbolo runico) ed una corona di alloro con i colori della bandiera nazista, per ricordare i morti dell'esercito tedesco. Analoga iniziativa è stata ripetuta lo scorso 18 novembre. Sotto il faro della procura anche la petizione online, organizzata lo scorso gennaio, per "chiedere la messa fuori legge dell'Anpi".

 

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