Madre separata con due figli licenziata da Ikea, sciopero dei colleghi

Cronaca
Lo stabilimento Ikea di Corsico (Foto d'archivio Fotogramma)
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La donna deve accudire due bambini, di cui uno disabile. La sua richiesta di maggiore flessibilità negli orari non aveva avuto riscontro, così in due occasioni non aveva rispettato l'inizio del turno. L'azienda: "Negli ultimi 8 mesi ha lavorato meno di 7 giorni al mese"

Licenziata dall’Ikea perché non rispetta i turni. Ma è separata e ha due figli piccoli, di cui uno disabile, e aveva chiesto più flessibilità per i suoi orari. Lo riporta l'edizione milanese del quotidiano La Repubblica. La donna lavorava da 17 anni nello stabilimento dell’azienda svedese a Corsico, prima al bistrot poi al ristorante. La decisione dell'azienda sarebbe arrivata dopo che la dipendente non avrebbe rispettato l'orario di inizio del turno in due occasioni, in seguito a una sua richiesta senza riscontri di una maggiore flessibilità negli orari. Ora i colleghi stanno scioperando in segno di solidarietà, e sono previste altre iniziative nei prossimi giorni.

La richiesta di flessibilità

La donna lavorava al bistrot con turni dalle 9 del mattino. Quando, dopo aver accettato un cambio di reparto, ha cominciato a lavorare al ristorante, l’azienda le ha chiesto di iniziare dalle 7 del mattino. La 39enne ha raccontato a Repubblica di aver chiesto al datore di lavoro un po’ di flessibilità per gli orari, visto che si deve occupare di un bambino di 10 anni e di uno di 5, disabile, e per questo beneficia della legge 104. La donna, che si è trovata in difficoltà con il nuovo orario, ha chiesto più volte di incontrare l’azienda, senza successo e venendo rimbalzata da una persona all'altra. A questo punto ha deciso di lavorare con il suo vecchio orario, iniziando quindi più tardi. Così che è arrivato il licenziamento di Ikea, con una lettera dove si sottolinea che è “venuto meno il rapporto di fiducia”, per due occasioni in cui la 39enne si sarebbe presentata in orari diversi da quelli previsti dai suoi turni.

La posizione di Ikea 

Nel tardo pomeriggio del 29 novembre Ikea Italia ha diramato un comunicato in cui chiarisce la sua posizione. Dopo aver ricordato che l'azienda "ha creduto nel percorso professionale della Sig.ra Marica Ricutti che negli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità", Ikea ha reso noto di essersi "sempre dimostrata disponibile a concordare le migliori soluzioni, per contemperare le necessità della lavoratrice con le esigenze connesse al suo lavoro". La decisione "difficile quanto necessaria", è stata presa per motivi legati al presunto comportamento dell'impiegata sul posto di lavoro. In particolare, si legge nella nota, "Negli ultimi 8 mesi la Sig.ra Ricutti ha lavorato meno di 7 giorni al mese e, per circa la metà dei giorni lavorati, ha usufruito di cambi di turno e spostamenti di orario, concordati con i colleghi e con la direzione del negozio". Inoltre, prosegue Ikea nel suo comunicato, "nell’ultimo periodo, in più occasioni, la lavoratrice - per sua stessa ammissione - si è autodeterminata l’orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta, mettendo in gravi difficoltà i servizi dell’area che coordinava e il lavoro dei colleghi, creando disagi ai clienti e disservizi evidenti e non tollerabili". Infine, chiude la nota, "di fronte alla contestazione di tali episodi e alla richiesta di spiegazioni da parte dei suoi responsabili su questo comportamento, la Sig.ra Ricutti si è lasciata andare a gravi e pubblici episodi di insubordinazione". Dopo aver spiegato di aver fatto di tutto per venire incontro alle esigenze della donna, Ikea ha inoltre precisato che i comportamenti dell'ormai ex impiegata erano diventati non accettabili, finendo per compromettere la relazione di fiducia.

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