Sequestrati reperti archeologici a Foggia, c'è pure una reliquia

Cronaca
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Un'operazione della Gdf ha portato al recupero di armi e di numerosi oggetti antichi tra cui una traccia che potrebbe risalire a Papa Innocenzo XI. L’indagine, avviata da una segnalazione, ha portato all’arresto di due persone

Una Mauser C96, calibro 7,63, la famosa pistola da guerra tedesca utilizzata sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, ma anche una reliquia forse appartenuta al beato Papa Innocenzo XI (1611-1689). Questi due preziosi oggetti sono solo una minima parte del "tesoro" recuperato dalla Guardia di finanza di Foggia nell'ambito di un presunto traffico di armi e reperti archeologici tra Cerignola e il capoluogo di provincia foggiano. L'indagine, avviata da una segnalazione, ha portato all'arresto di due persone, un 48enne di Orta Nova e un 61enne di Cerignola, quest'ultimo successivamente rimesso in libertà, accusati di detenzione illegale di armi, ricettazione e violazione della normativa per la tutela dei beni culturali.

La 'Sacra Reliquia'

Le Fiamme gialle, dopo una prima fase di indagine, hanno individuato i luoghi in cui poteva essere custodito il materiale segnalato e hanno eseguito una serie di perquisizioni in cui sono stati rivenuti circa 350 reperti archeologici e numerose armi da fuoco antiche, risalenti al periodo 1600-1800, oltre ad armi moderne complete di munizioni e veicoli, risultati rubati. La prima fase dell'operazione, denominata 'Sacra Reliquia', si è svolta tra Orta Nova e Foggia dove sono stati rinvenuti due trattori agricoli risultati rubati, sei fucili da caccia calibro 12 detenuti illegalmente, tre dei quali con matricola cancellata, e la cornice di una tela pittorica, risalente al 1600. Quest'ultimo reperto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato sottratto diversi anni prima dalla chiesa rurale di Palazzo d'Ascoli in agro di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia.

Reperti degni di un museo

La seconda fase dell'operazione ha portato i militari della Guardia di Finanza in alcuni locali nel comune di Cerignola. I reperti archeologici sequestrati al loro interno, da una prima analisi della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Foggia, sono costituiti da statue votive, vasellame, monili in oro, pietra e bronzo, considerati molto rari e riferiti al periodo "Dauno, sannita e Romano". Tra questi anche: una serie di eleganti e ricercati crateri con anse a volute decorate da piccole teste di Medusa, una pregiatissima coppia di ferma trecce in lamina d'oro e due pregevoli ganci di bronzo che, secondo la Soprintendenza, sarebbero stati trafugati in una tomba di un guerriero sannita. Nei medesimi locali, accanto ai reperti archeologici, sono stati rinvenuti anche numerose armi antiche oltre a fucili e pistole moderne complete di munizioni. 

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