Catania, truffe alle assicurazioni con falsi incidenti: sette arresti

Cronaca
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L'indagine "Road accident" della Polizia di Stato partita dalle denunce di aggressioni nei confronti dei medici. Anche false testimonianze per incassare i rimborsi assicurativi, per un ammontare di circa un milione di euro

Sette persone sono finite in manette a Catania: sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di compagnie assicuratrici e corruzione in atti giudiziari.

Truffa da un milione di euro

A eseguire gli arresti gli agenti della Squadra mobile della questura del capoluogo etneo. L'operazione, coordinata dalla Procura di Catania e denominata "Road accident", è stata avviata in seguito alla segnalazione di alcune aggressioni perpetrate ai danni di medici in servizio al pronto soccorso dell'Ospedale Vittorio Emanuele. Le indagini delle forze dell'ordine hanno permesso di scoprire una vera e propria organizzazione specializzata nelle truffe alle società di assicurazioni, con un giro d'affari stimato intorno al milione di euro.  

Come agiva l'organizzazione

Secondo gli inquirenti, infatti, gli indagati non solo avrebbero denunciato falsi incidenti stradali, ma si sarebbero anche dati da fare fornendo elementi di prova fasulli per intascare i rimborsi, inclusi referti medici. Inoltre, nel corso delle indagini della Polizia di Stato, sono emersi altri reati compiuti dall'organizzazione contro l'amministrazione della giustizia – ad esempio la falsa testimonianza – sempre finalizzati a realizzare guadagni illeciti con le denunce di incidenti simulati.

Le aggressioni ai medici

Le due aggressioni ai medici dell'ospedale di Catania che hanno dato il via all'indagine sarebbero avvenute dopo il rifiuto opposto dai dottori ai membri dell'organizzazione. In particolare, i due medici si sarebbero rifiutati di scrivere "incidente stradale" - e quindi di fornire una "prova falsa" - nel referto di persone che avevano subito traumi incompatibili con gli incidenti. Persone che, d'accordo con l'organizzazione, puntavano a ottenere profitto dalle false denunce alle assicurazioni.
 

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