Taormina, dopo la rissa ecco ringhiere di divisione fra ristoranti

Cronaca

Lo ha stabilito un'ordinanza del sindaco Eligio Giardina emanata dopo gli episodi di violenza scoppiati fra alcuni gestori di locali a fine agosto

Barriere di confine fra i ristoranti. È questa la misura adottata il 21 settembre dall'amministrazione di Taormina, guidata dal sindaco Eligio Giardina, per impedire il ripetersi di episodi di violenza come quello che ha coinvolto alcuni ristoratori a fine agosto, ma reso noto lo scorso 4 settembre.

La rissa e le misure del Comune

La scelta del sindaco Giardina di delimitare le zone di lavoro dei dipendenti dei locali della città è arrivata a due settimane dalla diffusione di un filmato in cui veniva ripresa una rissa scoppiata nei pressi di alcuni ristoranti del centro. Una vera e propria battaglia all'ultimo cliente che ha portato alcuni ristoratori allo scontro fisico nei pressi dei propri locali. Dopo l'episodio, al quale pare abbiano partecipato anche i clienti dei rispettivi ristoranti, il Comune ha annunciato misure severe e di costituirsi parte civile in caso di processo. Oggi il sindaco Giardina ha emesso un'ordinanza in cui si vieta al personale delle attività di ristorazione del centro storico di Taormina di superare i limiti del suolo pubblico concesso all'esercizio.

Marciapiedi “off limits”

L'ordinanza del primo cittadino impone ai titolari di concessione di suolo pubblico nelle vie del centro storico di provvedere all'immediato fissaggio delle ringhiere di delimitazione del suolo concesso. Una misura restrittiva durissima per i ristoranti di una delle città più turistiche della Sicilia che, da oggi, dovranno autolimitarsi avendo cura di lasciare, impone l'ordinanza, un solo passaggio di un metro e sessanta quale accesso per gli avventori. La novità più curiosa è quella secondo cui i titolari "dovranno provvedere - si legge nel documento - a mantenere il proprio personale preposto all'accoglienza degli avventori, all'interno delle aree in concessione". Per i trasgressori sono previste multe da 25 a 500 euro e la sospensione dell'attività per cinque giorni.

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